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Rinnovabili, data center e tecnologie emergenti nel futuro energetico
Nuovi scenari e criticità del mercato energetico sono stati al centro del KEY ENERGY SUMMIT di KEY 2026( Italian Exhibition Group), con la presentazione dello studio“ Transizione energetica, tra scenari globali, tecnologie e governance” realizzato da Althesys( gruppo TEHA), alla presenza del ministro dell’ Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. La ricerca ha analizzato il sistema elettrico europeo, le politiche energetiche e l’ evoluzione del settore, approfondendo il ruolo di tecnologie, infrastrutture, Intelligenza artificiale e data center. In Italia le richieste di connessione dei data center hanno raggiunto i 69 GW: nel 2024 hanno inciso per meno del 2 % dei consumi elettrici, ma le stime al 2035 indicano un impatto compreso tra il 7,4 % e il 12,7 %( Snam-Terna 2024). Tra i temi evidenziati, anche il disaccoppiamento tra prezzo del gas e prezzo unico nazionale dell’ elettricità. Alla presentazione è seguita una tavola rotonda in due sessioni con le proposte delle principali associazioni del settore, con interventi di Elettricità Futura, Anie Rinnovabili, Anev, Italia Solare, Federidroelettrica, Assoesco, Fire, H2IT, Coordinamento Free e Motus-E. L’ evento si è aperto con i saluti istituzionali di Corrado Peraboni( Italian Exhibition Group) e Maria Sicilia Salvadores( IEA). Le conclusioni sono state affidate a Vinicio Mosè Vigilante( GSE) e Lennart van Walsum( Global Solar Council).
Le crisi globali spingono la transizione energetica
Le tensioni geopolitiche in Iran e Medio Oriente aumentano volatilità e rischi sui mercati energetici, imponendo politiche capaci di garantire accesso stabile a fonti, infrastrutture e tecnologie. È quanto emerge dallo studio“ Transizione energetica, tra scenari globali, tecnologie e governance”, presentato da Alessandro Marangoni, ceo di Althesys, alla sessione inaugurale di Key a Rimini. Secondo l’ economista, l’ instabilità nelle aree strategiche per petrolio e gas alimenta un premio di rischio che mantiene elevati i prezzi e rende Europa e Italia esposte a shock di offerta, rendendo ancora più urgente accelerare la transizione energetica per ridurre costi e rafforzare la sicurezza. Lo studio analizza il sistema elettrico europeo evidenziando l’ evoluzione del mercato, l’ incidenza crescente dei prezzi negativi( 7-9 % delle ore) e il disaccoppiamento tra gas e PUN, centrale per il sistema italiano. Sul fronte tecnologico, fotovoltaico ed eolico sono maturi, mentre eolico offshore, agrivoltaico e idrogeno richiedono sviluppo organico. Importante anche il potenziamento infrastrutturale: il raddoppio dei limiti di trasporto sulle principali connessioni(+ 107 %) migliorerà l’ assorbimento della rete riducendo le congestioni. Per rispettare i target 2030, soprattutto l’ eolico deve accelerare a 1,6 – 2,9 GW / anno contro gli attuali 0,4 – 0,7; il fotovoltaico procede a ritmo adeguato nello scenario PNIEC Slow. Anche con questo scenario si stima un surplus di produzione del 2,2 %, mitigabile con accumuli, idrogeno e, in prospettiva, nucleare. Sul fronte consumi, dopo anni di stagnazione la domanda italiana è prevista in crescita fino a 342 – 347 TWh al 2030. Centrale il ruolo dei data center: oggi meno del 2 % dei consumi elettrici, ma stimati al 7,4 – 12,7 % nel 2035, con richieste di connessione pari a 69 GW. Tra le tecnologie emergenti, lo storage deve crescere tra 44 e 71 GWh al 2030: a giugno 2025 erano installati 6,8 GWh e l’ asta MACSE ha assegnato quasi 10 GWh a prezzi molto competitivi. L’ idrogeno richiede un quadro regolatorio chiaro, mentre il nucleare – con 0,4 GW al 2035 e fino a 8 GW al 2050 – contribuirebbe al carico di base riducendo il fabbisogno rinnovabile.
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