CLIMA IMPIANTI_Maggio 2026 | Page 6

EDITORIALE

Trattamento dell’ acqua e impianti idronici: meno routine, più responsabilità

Nel focus di questo mese mettiamo al centro un tema forse meno appariscente di altri, ma decisivo per efficienza, sicurezza e responsabilità professionale: il trattamento dell’ acqua, tecnica e potabile. La qualità dell’ acqua è spesso data per scontata o demandata alla“ buona pratica” di cantiere; eppure corrosione, incrostazioni, fouling e biofilm sono tra le prime cause di perdita di rendimento, guasti precoci e contenziosi. Sul fronte impiantistico, le norme offrono una traccia operativa chiara e non si tratta di“ burocrazia”: è prevenzione misurabile. Sul fronte acqua destinata al consumo umano, il D. Lgs. 18 / 2023 introduce un approccio risk based( Water Safety Plan) e responsabilizza il gestore della distribuzione idrica interna: tempi di permanenza, temperature, materiali conformi, disinfezione e piani di autocontrollo non sono optional, anzi. La prevenzione della Legionella è il banco di prova: reti ad anello e ricircoli bilanciati, accumuli dimensionati sul profilo reale, controllo termico e, quando necessario, disinfezione chimica / UV con monitoraggio dei sottoprodotti( THM, cloriti / clorati...) e compatibilità dei materiali. In comune ai due mondi c’ è una regola semplice: progettare predisponendo punti di misura, accessi e documentazione; installare a regola d’ arte; consegnare dossier completi; monitorare con KPI comprensibili. È qui che si fa la differenza tra“ impianto che funziona” e“ impianto che funziona bene, sempre”. Dalla qualità dell’ acqua passiamo al quadro di mercato che orienta le scelte progettuali. L’ intervista ad Andrea Fornari fotografa un trend chiaro: la spinta regolatoria( F-gas) e l’ adozione diffusa di pompe di calore e chiller con refrigeranti a basso GWP( R290 in primis) stanno riportando l’ asse sull’ idronico. Questo può portare a ripensare i parametri fondamentali: lavorare a set point più“ alti” in raffrescamento, integrare deumidificazione e anticondensa, bilanciare reti e accumuli per ridurre inversioni di ciclo e consumi ausiliari. Nel terziario la transizione sembra più lenta per inerzie tecniche e culturali, ma la direzione è tracciata: sistemi secondari idronici, VMC come standard di comfort e qualità dell’ aria, ibridazioni intelligenti dove il full electric non è subito percorribile. Restano nodi reali, ad esempio costi iniziali, limiti di potenza disponibile, payback di FV e storage, che si gestiscono con dimensionamenti aderenti ai carichi, contratti di manutenzione e monitoraggi semplici ma efficaci. In sintesi: meno“ mode”, più integrazione edificio impianto, più misura e più progetto.

La Redazione
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