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I TREND DEL SETTORE EDILIZIO EVIDENZIANO L’ EVOLUZIONE VERSO EDIFICI SEMPRE PIÙ COMPLESSI, TECNOLOGICI ED ENERGETICAMENTE EFFICIENTI. IL MONITORAGGIO DEI DATI E DELLA PERFORMANCE ENERGETICA SARÀ SEMPRE PIÙ CENTRALE PER MISURARE GLI IMPATTI DEGLI INTERVENTI EDILIZI
EVENTI • MCE 2026
Federico Musazzi, Segretario Associativo di Assoclima
I TREND DEL SETTORE EDILIZIO EVIDENZIANO L’ EVOLUZIONE VERSO EDIFICI SEMPRE PIÙ COMPLESSI, TECNOLOGICI ED ENERGETICAMENTE EFFICIENTI. IL MONITORAGGIO DEI DATI E DELLA PERFORMANCE ENERGETICA SARÀ SEMPRE PIÙ CENTRALE PER MISURARE GLI IMPATTI DEGLI INTERVENTI EDILIZI
e Intelligenza Artificiale, algoritmi di Machine Learning che permettono interventi programmati, sistemi di Building Management che gestiscono la regolazione remota degli impianti. Il Report ha identificato tre linee di azione per sostenere la filiera: la creazione di un framework normativo stabile, il potenziamento delle competenze degli operatori e la partnership strutturale con il sistema ITS Academy per formare i nuovi talenti. Entro il 2030 tali misure potrebbero consentire di salvaguardare circa 13 miliardi di euro di Valore Aggiunto per la filiera, con un impatto totale per il sistema-Paese di 43 miliardi di euro.
IL FUTURO DELLE POMPE DI CALORE NELLA RICERCA DI ASSOCLIMA Nel corso di Expocomfort 2026 è stato presentato lo studio, sempre a cura di TEHA per Assoclima, dal titolo“ Il futuro delle pompe di calore tra competitività, mercato e policy”.“ I dati di mercato evidenziano come le pompe di calore siano una tecnologia con ancora moltissime potenzialità da esprimere” ha dichiarato il Presidente di Assoclima Maurizio Marchesini.“ Come Associazione stiamo ponendo sempre più attenzione al tema della competitività e su come ridurre la dipendenza energetica del nostro Paese per affrontare una situazione geopolitica ed economica preoccupante”. In Europa nel 2023 gli edifici sono stati responsabili della diffusione del 33 % delle emissioni energetiche, con una leggera riduzione nel 2024. L’ elettrificazione dei consumi è una leva strategica per integrare le fonti rinnovabili e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Le pompe di calore rappresentano una tecnologia centrale per la transizione, facilitando la decarbonizzazione e la riduzione del consumo di gas naturale per riscaldamento e acqua calda sanitaria. Almeno due terzi dell’ energia termica prodotta dalle pompe di calore proviene infatti dall’ ambiente esterno, fonte rinnovabile e gratuita. Il fatturato italiano delle pompe di calore segna + 8,5 % rispetto al 2024. Si registrano dati positivi per tutte le categorie di prodotto: climatizzatori monosplit, multisplit, sistemi VRF. Nel caso delle pompe di calore il risparmio dipende dal rapporto tra SCOP( l’ efficienza della pompa), e Reeg( il rapporto tra prezzo dell’ energia elettrica e prezzo del gas). Quando il valore di Reeg è inferiore a SCOP, il riscaldamento da pompa di calore risulta più conveniente rispetto alla caldaia a gas. L’ ideale è raggiungere un valore stabile di Reeg pari a 2. La diffusione delle pompe di calore in Italia è oggi penalizzata dal rapporto tra il prezzo dell’ elettricità e quello del gas. Nella bolletta elettrica il costo di acquisto all’ ingrosso è la voce più impattante( 56 %) seguita da imposte e oneri fiscali che raggiungono il 18 %.
IL CONTESTO STRATEGICO TRA DIRETTIVE EU E OBIETTIVI NAZIONALI Il quadro normativo UE comprende la Direttiva EPBD, che punta a edifici a zero emissioni entro il 2050, la Direttiva REDIII, che introduce novità sulle quote obbligatorie di FER negli edifici, e REPower EU, il piano della Commissione Europea che limita la dipendenza dell’ UE dai combustibili fossili. In Italia gli obiettivi EU sono supportati dal PNIEC( Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) che valorizza l’ utilizzo delle pompe di calore, il D. Lgs. 5 / 2026, che innalza gli obiettivi sulle rinnovabili al 39,4 % entro il 2030, e il Conto Termi-
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