NUOVA SERIE DI INCONTRi
in cineteca
Gli anni '80 di Wim Wenders
Ripartono gli incontri culturali alla Cineteca Modicana. Tema degli incontri: Wim Wenders (in particolare le sue opere degli anni '80).
Si svolgeranno alle ore 21.
Ecco il programma completo :
Giovedì 9 Gennaio
"Yasujiro Ozu - Tokio-Ga"
Giovedì 6 Febbraio
"Cinema e Moda nel film Appunti di viaggio su moda e città"
Giovedì 6 Marzo
"Diario di un sopravvissuto: Lo stato delle cose"
Giovedì 3 Aprile
"Il distacco dall'America - Paris Texas"
Giovedì 8 Maggio
"Il Ritorno: Il Cielo sopra Berlino"
E' doveroso, prima degli incontri, proporre alcuni cenni sull'autore e sul movimento del Nuovo Cinema Tedesco.
Wim Wenders è un regista esponente di primo piano del "Nuovo Cinema Tedesco", un movimento, la cui nascita è associata al 1962 (anno in cui un gruppo di 26 cineasti tedeschi firma il Manifesto di Oberhausen ).
Il Nuovo Cinema Tedesco (Neuer Deutscher Film o Junger Deutscher Film) proclama la morte del vecchio Cinema e la nascita di una nuova era cinematografica.
Non andremo, qui, a specificare i contenuti del manifesto, o ad approfondire ulteriormente le linee guida del movimento, in quanto i ben noti problemi di disomogeneità, tra i fautori, tipici di ogni gruppo culturale che si rispetti, sarebbero tanti. Preferiamo seguire le indicazioni del critico Filippo D'Angelo secondo le quali Wenders vi è incluso sicuramente "per motivi generazionali e di nazionalità".
Ci sembra tuttavia più interessante trovare, in questa nuova ondata culturale, qualche spunto che ci aiuti ad approfondire l'opera del nostro autore.
Ricollegandoci alla storia del cinema tedesco bisogna notare che dopo l'interessante periodo dell'espressionismo segue un periodo di "vuoto cinematografico" e, di conseguenza, manca a tutti gli autori del Nuovo Cinema Tedesco una fonte di ispirazione e un maestro ( "i registi tedeschi hanno dovuto cominciare tutto d'accapo, non c'era alcuna industria cinematografica, neppure in crisi, alla quale appoggiarsi. Hanno dovuto costruire dal nulla le proprie possibilità di produzione e distribuzione" - M. Fontana, Intervista a Fassbinder, in op. cit. p. 26-). Inoltre la particolarità del periodo storico offre altri spunti di riflessione: siamo alla fine della guerra, il rifiuto e la rimozione dell'identità nazionale (colpevolizzata dal nazismo) ha comportato l'assunzione di modelli culturali stranieri.
I nuovi registi tedeschi si sono così trovati a ricercare "fuori" i propri riferimenti e, inevitabilmente, si incontrano con la "nouvelle vague" francese e con il background culturale dei cineasti francesi (il cinema "classico americano" e i suoi maestri: Ford, Hawks, Hitchcock, Ray... ).
Ritornando a Wenders, la sua filmografia guarda al cinema americano, quasi ne propone una rivisitazione, è attento alle figure e ai motivi dei generi hollywoodiani (il poliziesco, il road - movie) ma costantemente sbilanciato verso la negazione, secondo un processo che partendo da un'istintiva adesione approda a un lucido distacco.
Da queste prime precisazioni possiamo partire per un approfondimento dell'opera di questo regista tedesco e dei suoi anni '80, gli anni in cui la sua opera diventa un culto.
Tiziana Spadaro
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