Editoriale
Renato Dainotto
Tanto TUONÒ che
GRANDINÒ
I l settore della riparazione in carrozzeria, dopo aver vissuto l’ euforia del post Covid
e l’ iniezione di lavoro delle grandinate straordinarie del 2023, sembrava lanciato verso orizzonti di sereno, di stabilità economica. Poi però il dio Giove è andato in vacanza. Due anni di leggere grandinate. Mentre il dio della pioggia si godeva un po’ di meritato riposo, il suo alter ego, il dio Summano, si divertiva a far sognare: tanti fulmini notturni ma senza i chicchi distruttori, lasciando che l’ economia della carrozzeria rallentasse. A un certo punto si è arrivati al paradosso: ogni mese debuttava una rete di riparazione della grandine, ma senza i fenomeni distruttivi. Così è finita l’ euforia, così si è tornati a parlare di sostenibilità. La grandine per anni è stata vista, erroneamente, come una parte integrante del fatturato della carrozzeria. Ma così non è. Certo, oggi sappiamo che la grandine non viene scagliata da un dio pagano svogliato e capriccioso, ma fa parte di fenomeni meteorologici precisi, ma poco costanti. A noi però poco importa come si forma la grandine. A noi importa una cosa: la grandine non è una costante, un moltiplicatore di fatturato regolare da inserire a bilancio. In più c’ è un’ altra variabile, da considerare che è in contrazione: quella delle coperture assicurative. Dopo i fenomeni del 2023 le compagnie sono entrate in una fase di“ stipsi” nel contrarre le coperture per i danni atmosferici. Tendono a legarle alla mini-kasko per spaventare, con i costi, il contraente. Anche i risarcimenti, poi, sono sempre più contenuti. Ecco, arriviamo al punto. A luglio 2026 è arrivata la grandine: tanta, violenta e in aree molto estese. Code per denunciare i sinistri e per fissare appuntamenti in carrozzeria. La variabile, il moltiplicatore di fatturato, quest’ anno c’ è. Festeggiamo? Sì, un po’, ma non troppo. Perché il futuro resta nelle mani del dio capriccioso … e nei prossimi anni la grandine potrebbe essere scarsa. Quindi bisogna attrezzarsi per fare al meglio il proprio lavoro: la carrozzeria classica, magari ampliando i servizi. Tutta la filiera dovrebbe tornare a fare budget e previsioni su una carrozzeria“ sana”, senza la variabile della grandine che dopa i numeri. Produttori di vernici, complementari e materiali di consumo, ma anche rivenditori e reti di riparazione dovete lavorare con i numeri sicuri e poi, semmai, fare festa per quello che cade dal cielo. La manna non è atto dovuto e, soprattutto, si poteva raccogliere solo al mattino, prima che il sole la sciogliesse. Non c’ era sempre, pronta a sfamare il popolo di Dio. La divina provvidenza è aleatoria, arriva per scelta suprema. Non ci si può fare affidamento. Quindi, carrozzieri, raccogliete la manna prima del sorgere del sole( il fatturato delle grandinate di luglio) e poi testa bassa migliorate le vostre imprese per renderle solide e sostenibili, a prescindere dalla grandine. Se poi ci sarà, anche nel 2027, vi farete un regalo in più …
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