CAR Settembre 2026 | Página 18

ca basata sull’ analisi di milioni di eventi di guida registrati attraverso la telematica. Lo studio dimostra che il rischio non è distribuito in modo uniforme all’ interno delle città e che il design urbano influenza direttamente il comportamento degli automobilisti. Secondo i risultati presentati, strade particolarmente larghe e aperte tendono a favorire velocità più elevate e comportamenti di guida aggressivi, mentre contesti urbani più compatti e raccolti inducono una maggiore prudenza. La ricerca evidenzia inoltre come le piste ciclabili fisicamente separate dal traffico contribuiscano a migliorare significativamente la sicurezza, mentre le semplici corsie ciclabili delimitate dalla segnaletica orizzontale non garantiscono gli stessi risultati.
JEAN TODT Il Forum ha assunto anche una dimensione internazionale grazie
Jean Todt ha definito gli incidenti stradali una vera e propria“ pandemia” silenziosa...
Enrico San Pietro, Group Insurance General Manager, Unipol Assicurazioni
Tavola rotonda al The Urban Mobility Council. Da sinistra Eugenio Patanè Assessore Mobilità Roma, Arianna Censi Assessore Mobilità Milano, Emilio Robotti Assessore Mobilità Genova, Claudia Maria Terzi Assessore Opere Pubbliche Regione Lombardia e Alberto Di Rubba Camera Deputati
all’ intervento di Jean Todt, Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Sicurezza Stradale. Todt ha definito gli incidenti stradali una vera e propria“ pandemia silenziosa”, ricordando come ogni anno quasi due milioni di persone perdano la vita sulle strade di tutto il mondo e come la mortalità stradale rappresenti la principale causa di morte tra bambini e giovani di età compresa tra i 5 e i 29 anni.
ENRICO SAN PIETRO Un forte richiamo alla responsabilità condivisa è arrivato anche da Enrico San Pietro, Group Insurance General Manager di Unipol, che ha sottolineato come sulle strade italiane si verifichino mediamente quasi 500 incidenti con feriti ogni giorno. Secondo San Pietro, la sicurezza stradale del futuro sarà sempre più fondata sull’ integrazione tra infrastrutture intelligenti, veicoli connessi, dati e comportamenti responsabili. Per questo motivo diventa necessario costruire un vero ecosistema nazionale della sicurezza stradale, basato sulla diffusione delle tecnologie di prevenzione, sulla valorizzazione dei dati e sulla collaborazione tra istituzioni, imprese, forze dell’ ordine e mondo della ricerca.
STEFANO GENOVESE A tracciare il significato più ampio del progetto è stato infine Stefano Genovese, Head of Institutional & Public Affairs di Unipol e coordinatore di The Urban Mobility Council. Genovese ha ricordato come il think tank sia nato per affrontare i temi della mobilità sostenibile e della transizione energetica, arrivando oggi a sviluppare strumenti avanzati di intelligenza artificiale, analisi dei dati e prevenzione del rischio. Secondo il coordinatore del TUMC, la mortalità stradale non può essere considerata un inevitabile effetto collaterale della mobilità moderna. La risposta, ha spiegato, non consiste nel limitare gli spostamenti delle persone, ma nel governarli con maggiore intelligenza, più dati e una responsabilità condivisa tra tutti gli attori coinvolti. Dal Forum emerge quindi una visione chiara: la sicu-
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