Le lavorazioni in carrozzeria richiedono DPI specifici. Troppo spesso però vengono trascurati quelli per i rischi maggiori che lentamente attaccano la salute dell’ operatore, come per le vie repiratorie. BLS offre tutto quello che serve per la protezione e anche per la formazione
Simone La Rocca
In carrozzeria i rischi per la salute non sono sempre immediatamente percepibili. Se un infortunio, come una scheggia nell’ occhio, un’ ustione o uno schiacciamento, produce effetti evidenti e immediati, le malattie professionali seguono un percorso molto diverso: si sviluppano lentamente, spesso dopo anni di esposizione agli agenti presenti nell’ ambiente di lavoro. Tra queste, le patologie dell’ apparato respiratorio rappresentano una delle principali criticità. Alcune, come le pneumoconiosi, sono direttamente correlate all’ attivi- tà lavorativa, mentre altre – tra cui broncopneumopatia cronica ostruttiva( BPCO), asma professionale e tumori polmonari – possono essere favorite o aggravate dall’ esposizione continuativa a sostanze nocive. Nel settore della riparazione automobilistica le fonti di rischio sono riconducibili
principalmente a due categorie: gli agenti chimici e il particolato aerodisperso.
AGENTI CHIMICI: IL RISCHIO INVISIBILE L’ utilizzo quotidiano di vernici, fondi, primer, solventi, catalizzatori e detergenti espone gli operatori all’ inalazione di vapori e aerosol. Se un’ esposizione accidentale ad alte concentrazioni è facilmente individuabile, molto più insidioso è il rischio derivante da esposizioni ripetute nel tempo, anche a basse dosi. Gli effetti sulla salute dipendono dalla natura delle sostanze utilizzate, dalla loro concentrazione, dalla durata dell’ esposizione e dalla sensibilità individuale dell’ operatore.
Nella fase della preparazione l’ operatore deve essere protetto dalle polveri
POLVERI E FUMI: ATTENZIONE ALLE PARTICELLE PIÙ FINI Molatura, carteggiatura e saldatura generano costantemente polveri, fumi e particelle sospese nell’ aria. I fumi di saldatura, ad esempio, sono costituiti da particelle finissime che si formano quando il metallo vaporizzato condensa rapidamente e possono essere facilmente inalate. La pericolosità di queste emissioni non dipende soltanto dalla loro composizione chimica, ma soprattutto dalle dimensioni delle particelle. Più sono piccole, maggiore è la loro capacità di raggiungere gli alveoli polmonari. Ancora più critiche risultano le nanoparticelle, comprese tra 1 e 100 nanometri( 0,001-0,1 µ m), presenti in tutte
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