CAR Marzo 2026 | Page 67

Perché hai scelto di installare il tintometro automatico? « Ti rispondo in modo diretto: come azienda siamo sempre stati orientati verso soluzioni pratiche ma anche proiettate al futuro. È vero, l’ investimento è importante, non lo nascondo. Però abbiamo fatto i nostri conti. Abbiamo due sedi: su quella di Siena abbiamo deciso per il tintometro automatico Alfa anche se è la sede, più piccola, dove però eseguiamo verniciature rapide— parliamo di 6 – 8 verniciature al giorno— con lavorazioni che entrano ed escono in giornata. Abbiamo valutato il risparmio di tempo e soprattutto la riduzione degli sprechi, che oggi pesa molto visto il costo elevato dei materiali vernicianti. Mettendo sul piatto vantaggi e costo dell’ attrezzatura, abbiamo stimato un ammortamento in linea con gli altri investimenti tipici di carrozzeria, come un banco di riscontro ».

Da quanto tempo lo utilizzate? « Da metà dicembre. Siamo al secondo mese pieno di utilizzo. Siamo dunque all’ inizio del percorso, ma ti anticipo che sono soddisfatto ».
I vantaggi che ti aspettavi si stanno confermando? « Assolutamente sì. Il verniciatore, per abitudine, tende sempre a preparare un po’ di prodotto in più per sicurezza, perché rifare il colore è una scocciatura, soprattutto quando ci sono molte basi con dosaggi minimi. Con il sistema automatico questa abitudine scompare, lavoriamo molto più precisi. Abbiamo standardizzato le pesature: per ogni tipo di intervento sappiamo quanta vernice serve. Se serve un’ integrazione, in pochi minuti il sistema prepara la quantità esatta. Questo riduce sprechi e tempi morti. Anche durante le fasi intermedie di lavorazione, mentre si prepara un pezzo, il colore successivo è già pronto ».
Come ti trovi con l’ assistenza? « All’ inizio avevo molte preoccupazioni, come è normale con una tecnologia nuova. In realtà l’ operatività si è rivelata molto più semplice del previsto. L’ assistenza è efficiente: ci hanno lasciato componenti di ricambio per le parti più soggette a intervento, così possiamo gestire in autonomia le piccole problematiche. Il sistema è connesso: il supporto tecnico monitora da remoto consumi e stato macchina, installa aggiornamenti software e firmware e interviene rapidamente quando serve. Dopo le prime settimane sono molto più tranquillo ».
Il personale come ha reagito? L’ ha visto come un aiuto o come un’ intrusione? « L’ abbiamo introdotto gradualmente, spiegando bene il progetto. È stato accolto positivamente. Ha alleggerito il lavoro del reparto colore e reso il processo
più lineare. Inoltre è una tecnologia che colpisce: è bella da vedere e funziona bene, quindi ha creato anche entusiasmo. Per le valutazioni economiche complete aspetteremo il bilancio annuale, ma già ora, dai consumi e dai dati per vettura, vediamo segnali molto chiari ».
Lo avete installato in area visibile ai clienti? « No, è nel reparto. Il motivo principale è l’ ingombro: la macchina è grande— circa 3 metri di lunghezza— quindi serve spazio adeguato. Noi abbiamo un tintobox molto ampio e non è stato un problema, ma non è una soluzione compatta. Va anche detto che il sistema tintometrico tradizionale deve comunque rimanere: alcune basi, utilizzate raramente, non sono caricate nella macchina automatica. Inoltre il tintometro classico serve per mantenere le basi correttamente miscelate prima di travasarle nella macchina ».
Dal punto di vista operativo, com’ è il flusso di lavoro? « È molto semplice. Si procede come sempre: lettura colore con spettrofotometro, scelta della formula e impostazione del ciclo. A quel punto si invia la formula al sistema automatico indicando quantità e additivi. Il sistema genera i barcode, indica costi e quantità, segnala eventuali basi da aggiungere manualmente e prepara il colore nel contenitore corretto. Si scansiona il codice del contenitore e il ciclo parte. È un processo davvero lineare.»
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