CAR Marzo 2025 | Page 81

Se il cavo cadesse per strada e questo causasse un incidente le implicazioni giuridiche diventerebbero ancora più complesse , poiché il rischio riguarderebbe anche la sicurezza stradale
lità da cose in custodia . Questo , però , dipenderebbe dall ’ effettiva dimostrazione che l ’ evento dannoso sia dipeso da una mancanza di diligenza nella gestione o manutenzione dell ’ infrastruttura . Se l ’ erogatore o il cavo fossero stati lasciati in modo pericoloso a causa di un utilizzo scorretto da parte di un utente , la società potrebbe tentare di liberarsi dalla responsabilità qualificando il comportamento dell ’ utente come caso fortuito . Un altro profilo di responsabilità potrebbe essere quello dell ’ insidia occulta , qualora il pericolo non fosse visibile o segnalato in modo adeguato . La mancanza di dispositivi di fissaggio o segnaletica idonea potrebbe , ad esempio , configurare un ’ omissione significativa da parte della società . Come detto , resta comunque fondamentale considerare ogni dettaglio dell ’ accaduto per attribuire eventuali responsabilità con certezza ». E se l ’ erogatore fosse caduto per mancata cautezza dell ’ utilizzatore ? Potrebbe rispondere l ’ utente ? « In tale caso , si potrebbe configurare una responsabilità dell ’ u- tente ai sensi dell ’ art . 2043 c . c ., qualora si dimostrasse che la sua condotta negligente abbia direttamente causato la situazione di pericolo . Tuttavia , resta rilevante anche il ruolo della società come custode dell ’ infrastruttura . Quest ’ ultima , come visto , potrebbe essere ritenuta responsabile se non avesse adottato misure preventive per evitare situazioni di pericolo , anche derivanti da un uso scorretto ma prevedibile dell ’ impianto ».
Il cavo “ abbandonato ” così può diventare una trappola
E se il cavo cadesse , anziché sul marciapiede , per strada ? « Se il cavo cadesse per strada e questo causasse un incidente , ad esempio con un veicolo in transito , le implicazioni giuridiche diventerebbero ancora più complesse , poiché il rischio non riguarderebbe soltanto i pedoni ma anche la sicurezza stradale . Anche in questo caso , potrebbero essere chiamati a rispondere diversi soggetti . In primis la società erogatrice , se si dimostrasse che l ’ infrastruttura , nel suo normale utilizzo , presenta un pericolo per la circolazione stradale a causa di una carenza progettuale o gestionale ( per esempio , l ’ assenza di dispositivi di fissaggio adeguati o di segnaletica idonea potrebbe fare presumere una colpa nella manutenzione o nella progettazione dell ’ impianto ). In seconda battuta l ’ utente , se invece il cavo fosse caduto a causa di un utilizzo scorretto da parte quest ’ ultimo . Infine , è opportuno considerare che l ’ evento potrebbe coinvolgere anche l ’ ente proprietario della strada , qualora si accertasse una corresponsabilità per carenze nella vigilanza o nell ’ autorizzazione delle infrastrutture installate in aree pubbliche . In definitiva , la valutazione della responsabilità dipenderebbe da una complessa analisi delle cause specifiche dell ’ incidente , con un bilanciamento tra il comportamento dell ’ utente , il dovere di custodia della società e l ’ eventuale responsabilità di terzi coinvolti ».
In conclusione , avvocato Talamazzi ? « Il tema delle colonnine di ricarica evidenzia una dinamica piuttosto complessa . La normativa italiana infatti cerca di disciplinare la materia , ma restano margini di incertezza , soprattutto in relazione alla sicurezza e alla gestione delle responsabilità in caso di incidente . Le società erogatrici sono chiamate a rispettare standard rigorosi , e un eventuale inadempimento potrebbe comportare responsabilità , ma anche gli utenti hanno un ruolo chiave e astrattamente potrebbero essere chiamati a rispondere per condotte negligenti ».
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