Editoriale
Renato Dainotto
Ho visto un
CANE che...
… P uò insegnare, anzi trasmette molto di più di un uomo. Contesto:
inaugurazione del Fuorisalone a Milano. Piazza Duomo evento organizzato da Nicolas Ballario con la partecipazione dell’ artista Maurizio Cattelan. Indicazioni e suggerimenti: portare qualche oggetto strano. In una folla variopinta di persone con gli oggetti più disparati, alla caccia dell’ autografo di Maurizio Cattelan( che non rilascia... però, volendo, timbra collo e fronte ai fan con un tampone rapido) arriva lui. Un cane robot, rigorosamente al guinzaglio. Il più interessato è un Golden retriever( vero, in pelo, pelle e ossa) che lo punta da lontano scodinzolando. Il Golden si avvicina, vuole vederlo da vicino. Non ha paura, non è diffidente. Si potrebbe dire che è incuriosito, vuole capire. Probabilmente vuole scoprire se può interagire, giocare. Il cane non ha pregiudizi. Magari è intimorito dai rumori, ma non è prevenuto. Non scarta a priori l’ incontro, la conoscenza, l’ interazione. Quel bellissimo quadrupede ci insegna molto. A noi uomini, dotati di intelligenza superiore( forse). Ci mostra che non dobbiamo temere a priori i robot e l’ intelligenza artificiale. Certo sono tecnologie che ci mettono pressione. Pensate a noi giornalisti. L’ IA ci sta assediando. L’ IA trova le notizie, scrive pezzi e lo fa 24 ore di seguito e a tutta velocità. Mi fa paura? No, anzi mi incuriosisce. Per questo la studio, ci gioco, la metto alla prova. Perché il futuro non sarà cancellazione di lavori e ruoli ma spostamento di competenze, creazione di nuove professionalità. Quindi? Rispondiamo qui a tutti i carrozzieri che ci stuzzicano( e noi lasciamo a tutti diritto di parola) e provocano sui social. Perché parliamo e scriviamo molto di robot? Perché sono il futuro, perché bisogna conoscerli, perché bisogna imparare a usarli, perché bisogna aumentare le proprie competenze, perché dobbiamo cavalcare e non subire l’ innovazione. Perché chi resta indietro difficilmente recupererà... Ecco perché.
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