Alessio in una struttura moderna, di cui sono molto orgoglioso e con Alessio stiamo affrontando anche il passaggio generazionale >>.
Alessio, come sei entrato in carrozzeria? << Ho fatto studi tecnici, ma non specifici per la carrozzeria. All’ i- nizio non ero particolarmente appassionato, poi entrando nel lavoro la passione è cresciuta nel tempo. Ho iniziato dalle basi, come tutti: pulizia, preparazione, fino ad arrivare a seguire tutte le fasi della riparazione. Negli ultimi due anni ho iniziato a occuparmi anche della gestione aziendale, quindi amministrazione e organizzazione. È una responsabilità importante, ma anche uno stimolo a fare meglio >>.
Siete una carrozzeria tradizionale o multiservice? << Siamo multiservice: oltre alla carrozzeria facciamo anche meccanica, gomme ed elettrauto. Questo ci permette di offrire un servizio completo al cliente >>.
Il rapporto con Lechler come nasce? << È nato all’ inizio degli anni 2000 tramite il colorificio con cui collaboravamo. Ci è stato proposto il prodotto e fin da subito ci siamo trovati bene, tanto che non abbiamo più cambiato. Abbiamo iniziato con le basi all’ acqua già nel 2001, quindi anche prima che diventasse un obbligo normativo. È stata una scelta legata sia alla qualità sia alla sensibilità ambientale >>.
Oggi Lechler offre diversi cicli, anche bio. Con cosa lavorate? << Utilizziamo più cicli: lavoriamo con sistemi eco e bio, ma anche con cicli rapidi per ottimizzare tempi e consumi, soprattutto legati all’ uso del forno. Negli anni siamo passati da sistemi più tradizionali a soluzioni più evolute, migliorando sia l’ efficienza sia la qualità del risultato. Anche i prodotti bio, oltre all’ aspetto sostenibile, garantiscono oggi standard qualitativi molto elevati >>.
Che tipo di clientela avete? << Principalmente privati e aziende locali. Non lavoriamo con flotte o convenzioni strutturate, anche per caratteristiche del territorio. Gestiamo però i sinistri assicurativi, seguendo tutta la parte documentale e di assistenza al cliente >>
Il problema del personale è sentito anche da voi? << Moltissimo. È sempre più difficile trovare giovani disposti a imparare il mestiere. È un problema che riguarda tutto il settore artigianale. Anche noi vorremmo crescere, ma senza personale è difficile. Le opportunità ci sarebbero, ma le risorse sono limitate e quindi bisogna organizzarsi al meglio con quello che si ha >>.
Come vedete il futuro della vostra attività e del settore? << Bisogna essere positivi. Gli investimenti che abbiamo fatto dimostrano che crediamo nel futuro. Nel nostro territorio vediamo poche nuove generazioni entrare nel mestiere e molte realtà con titolari avanti con l’ età. Questo è un segnale importante. Detto questo, il nostro lavoro resta fortemente legato alla manualità e all’ esperienza. La tecnologia può aiutare, ma non può sostituire completamente il carrozziere. La tecnologia può essere un supporto importante, ma deve essere utilizzata nel modo giusto. Può aiutare nelle lavorazioni standard e migliorare l’ efficienza, lasciando al carrozziere le fasi più complesse e qualitative. È uno strumento, non una sostituzione del lavoro umano >>.
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