gli imprenditori non spiegano neanche la posizione, non ce l’ hanno neanche a volte ben definita nel loro mansionario interno. Quindi alla domanda classica del ragazzo, io cosa farò?, Stando qui cosa mi farete fare?, arriva la laconica risposta“ Poi vediamo”. Quel“ Poi vediamo” genera incertezza ». appartamento c’ è lo stato di avanzamento lavori che tu fai con l’ impresa. Ecco, quello dovrebbe essere, guardiamo lo stato di avanzamento lavori in questo percorso che abbiamo condiviso. Dove siamo messi? Cosa è mancato? Cosa manca? Che cosa è venuto meno? Perché è venuto meno? Su cosa dobbiamo lavorare?».
Bisognerebbe guardare alle nuove leve del lavoro come a un investimento finanziario e quindi dedicare tempo e risorse alla loro formazione? « Esatto, credo che tu abbia centrato il tema, quello che secondo me è il tema vero su questo argomento. Troppo spesso la risorsa, il giovane in particolare, in generale tutte le risorse ma il giovane, mettiamoci l’ accento, viene visto solo come un costo, non pensando che invece è un investimento. Cioè è un costo iniziale che dopo un periodo prefissato ma organizzato dovrà garantire una certa redditività all’ impresa o all’ azienda, alla carrozzeria. Questo tempo è necessario. Una risorsa diventa tale, cioè diventa risorsa con la R maiuscola dopo un periodo nel quale io ho trasferito a questa risorsa tutto quello che le serve per cominciare a restituirmi quei servizi per cui io ho investito del tempo e ho investito anche del denaro ».
Cosa bisogna offrire a un giovane durante un colloquio di lavoro? « Propongo uno schema con i quattro punti cardinali. Prima di tutto bisogna offrirgli una prospettiva, quindi un cammino, un percorso, un disegno professionale, senza volere andare oltre quelle che sono le possibilità che in quel momento l’ offerta può mettere sul tavolo. Poi sicuramente un corrispettivo che faccia in modo che per quel periodo quel giovane non sia distratto, quindi non venga attratto da altri“ stimoli” esterni. Poi bisogna offrirgli la visione di“ chi siamo” e di che cosa possiamo fare insieme, quindi la nostra carrozzeria a chi si rivolge, cosa fa. Vendere l’ ambiente di lavoro e in ultimo arricchire l’ offerta con quegli elementi che oggi sono di interesse di un giovane, per esempio corsi di formazione, tempo libero ».
Dopo l’ inserimento è necessario lavorare insieme a un progetto di crescita? Come gestirlo? « Prima cosa servono feedback. Ecco, i giovani hanno un inconsapevole bisogno del feedback, dico sempre che è un inconsapevole bisogno, nel senso che li vedi spesso forti, pieni delle loro capacità, competenze e non si rendono conto però di questo bisogno, è un bisogno implicito che hanno perché vedi che molto spesso te lo chiedono indirettamente. Occorre un continuo confronto:“ Sto andando bene, non sto andando bene, ho fatto bene, ho fatto male, se ho fatto male perché?”. Quando si ristruttura un
« I giovani sono più propensi a vivere un percorso a seconda delle opportunità che gli si apriranno »
Poi c’ è l’ emergenza dimissioni. Questa situazione ha innescato un vero furto di manodopera da una carrozzeria all’ altra. Come si trattiene una risorsa? Solo soldi? « Purtroppo c’ è da fare una considerazione. Negli ultimi anni, rispetto a dieci o quindici anni fa, vuoi per ragioni di concorrenza di mercato, vuoi per ragioni di cambiamento della società le statistiche riportano che oggi un giovane, fino a 30-35 anni, ogni due anni cerca di cambiare lavoro. Perché molto spesso i giovani vanno via proprio perché in due anni non è cambiato nulla da un punto di vista di acquisizione di competenze, di acquisizione di conoscenze, di miglioramento del proprio ruolo lavorativo e quindi dopo due anni hanno bisogno di una nuova sfida. Il percorso di inserimento di un’ azienda è un po’ come un videogame a livelli, quando tu hai concluso un livello ti viene voglia di andare a quello dopo, ti viene voglia poi di andare a quello successivo. Questo che cosa comporta? Che devono cambiare un po’ le regole del gioco perché se il secondo livello fosse uguale al precedente non avresti lo stimolo a pensare di concluderlo per arrivare al terzo, quindi noi dovremmo pensare un po’ a dei livelli concordati con la risorsa, molto onesti, quindi senza dovere fare sforzi o investimenti che non siano commisurati al ruolo o alla mansione che io sto cercando come imprenditore, che però diventino un po’ accattivanti e sfidanti per la risorsa, esattamente come il desiderio in un videogioco di andare a livello successivo, di andare avanti. Poi molti non si sposano e non convivono, ci sono molti meno impegni che ti vincolano alla scelta. Rispetto al passato le nuove generazioni hanno molti meno impegni e minore voglia di impegnarsi nelle scelte sociali. Quindi sono più propensi, per esempio, a vivere un percorso a seconda delle opportunità che gli si apriranno, a seconda delle sfide che in quel momento la vita in qualche modo gli genererà come opportunità ».
Oggi va di moda il well-fare: è uno strumento utile per l’ imprenditore? « Se per trattenere una risorsa punti ai soli soldi, allora in azienda stai vivendo una emergenza. Dobbiamo prendere atto che per potere allungare il rapporto di lavoro, quindi fare in modo che sia solo l’ evento eccezionale che porta alle dimissioni, ci sia un percorso strutturato e un percorso che coniughi, come dicevamo prima, la motivazione al
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