SPECIALE
SOS Automotive
Il carrozziere del FUTURO
Emanuele Zappa, Amministratore Unico, ha voluto anticiparci come si evolverà la figura del carrozziere in futuro
Chi è davvero un carrozziere? È su questa domanda, all’ apparenza banale, che il settore riparativo della carrozzeria deve necessariamente interrogarsi. Per pensare al presente, ma anche per cominciare a mettere delle basi per il futuro, è importante ragionare sul ruolo che è stato in passato del carrozziere e su cosa lo aspetterà da qui a qualche tempo.
Emanuele, innanzitutto chi è davvero un carrozziere? « Questa domanda, a dire la verità, nasconde un mondo. Una volta bastava dire che il carrozziere è“ colui che ripara la carrozzeria delle automobili”. Una definizione sicuramente giusta, che però non può bastare a racchiudere tutte le responsabilità e l’ importanza di questa figura. Forse, però, bisogna interrogarsi su come sarà il carrozziere del futuro ».
E come sarà? « Una cosa è certa, il carrozziere del futuro dovrà essere un imprenditore. Non più una figura che si limita a riparare auto, ma un professionista che affianca a una manodopera fatta a regola d’ arte strategie aziendali di crescita. Una figura che fa marketing, che legge attentamente il suo bilancio per capire dove investire e che differenzia i suoi clienti in base al canale da dove arrivano ».
Può farci un esempio più pratico? « Certo. Oggi molti carrozzieri si affidano alle convenzioni con le Compagnie assicurative o i network per avere un flusso di clienti garantito. Non è una strategia sbagliata, ma lo diventa quando questo canale è l’ unico utilizzato. Sono pochi i carrozzieri che sanno bilanciare queste collaborazioni con un flusso di clienti che viene dal marketing, dai servizi offerti e dalla cura verso il cliente ».
Servizi come ad esempio l’ auto sostitutiva? « Certamente. Oggi l’ attenzione ai bisogni del cliente è tutto, e recenti sondaggi mostrano che oltre il 60 % delle persone che entrano in carrozzeria si aspetta un’ auto sostitutiva in cambio. Questa è un’ ottima opportunità per il
carrozziere, perché così potrà andare a recuperare il fermo tecnico nei sinistri con ragione, ripagandosi facilmente un servizio che porterà alla crescita spontanea della sua carrozzeria e di tutto il settore ».
Quindi un carrozziere-imprenditore deve sapere dare il giusto peso alle convenzioni, ma anche al rapporto con il cliente fuori convenzione? « Assolutamente sì, altrimenti è un cane che si morde la coda. Non si può vivere soltanto di convenzioni, lavorando a ritmi serrati, con manodopera ridotta e dando anche servizi gratis. Curando di più il cliente fuori convenzione, dove tempi e manodopera sono più elastici, la crescita invece sarà diversa. Ma per farlo servono i servizi ».
Parlerete di questo nel vostro stand alla fiera Autopromotec di Bologna? « Affronteremo molti temi e situazioni, e questo sicuramente sarà uno di quelli. Ci teniamo molto alla crescita delle carrozzerie, a mandare un messaggio di sviluppo e di apertura mentale agli autoriparatori. Perché questo settore ha margini di miglioramento pressoché infiniti, che vanno capiti e sfruttati ».
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Padiglione 29, Stand E19