si registrano ancora centinaia di incidenti e oltre sette vittime. In questo scenario l’ alcolock viene visto come uno strumento concreto di prevenzione e responsabilizzazione. Il sistema funziona in modo relativamente semplice: prima di avviare il veicolo, il conducente deve effettuare un test del respiro attraverso un etilometro collegato direttamente all’ accensione del mezzo. Se il tasso alcolemico rilevato supera il limite consentito, il motore non si avvia. Il dispositivo registra inoltre eventuali tentativi di manomissione e, nei casi previsti dal nuovo Codice della Strada, deve restare installato sul veicolo per almeno due anni.
RECUPERO E PREVENZIONE Il tema dell’ alcolock viene affrontato non solo come misura sanzionatoria, ma soprattutto come strumento di recupero e prevenzione. Durante il collegamento video all’ evento, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha definito il dispositivo uno strumento utile per aumentare consapevolezza e responsabilità alla guida.“ Le leggi possono e devono diventare più severe, ma non bastano da sole” ha ricordato Salvini.“ Servono prevenzione, controlli, educazione e consapevolezza.” Un concetto condiviso anche dal ministro dell’ Interno Matteo Piantedosi, che in un messaggio audio inviato all’ incontro ha sottolineato come sicurezza stradale significhi soprattutto prudenza, rispetto reciproco e coscienza delle proprie azioni. Secondo Piantedosi, il contrasto alle dipendenze e la promozione di stili di vita corretti rappresentano oggi elementi centrali nella riduzione dell’ incidentalità. Dal punto di vista tecnico e operativo, però, l’ introduzione dell’ alcolock apre anche nuove sfide per il settore automotive e per la rete assistenziale. Simonpaolo Buongiardino, presidente di ConfMobilità e Assomobilità, ha evidenziato la necessità di costruire una rete di officine qualificate e di dispositivi realmente affidabili.
“ Non basta introdurre obblighi” ha spiegato.“ Bisogna fare in modo che esistano dispositivi certificati, officine competenti e una rete capace di accompagnare cittadini e imprese.” Proprio il tema della qualità tecnica dell’ installazione è stato approfondito da Alessandro Finicelli, CEO di Autobynet, società attiva nella distribuzione di tecnologie alcolock. Secondo Finicelli, il nuovo quadro normativo sta aprendo finalmente una fase concreta di applicazione anche in Italia.“ Servono dispositivi omologati, certificati, tarati periodicamente e installati da una rete di officine affidabili” ha spiegato.“ L’ obiettivo è dare una seconda possibilità, ma con strumenti in grado di garantire sicurezza e tracciabilità.” L’ aspetto culturale resta però centrale. Gli esperti presenti all’ incontro hanno ricordato come il fattore umano continui a rappresentare una delle principali cause di incidentalità. Secondo ACI-Istat, distrazione, mancato rispetto della precedenza e velocità eccessiva rappresentano insieme quasi il 38 % delle cause degli incidenti stradali. Federica Biassoni, co-direttrice dell’ Unità di Ricerca in Psicologia del traffico dell’ Università Cattolica di Milano, ha sottolineato come il comportamento del conducente resti decisivo nel sistema traffico.“ Il fattore umano ha un peso notevole nell’ incidentalità” ha spiegato.“ C’ è ancora molto da fare sui comportamenti, senza dimenticare infrastrutture, distrazione, stanchezza, rabbia e percezione alterata del rischio. Non esiste un livello di alcol sicuro per guidare.” Interessante anche il contributo internazionale portato dall’ European Transport Safety Council attraverso la campagna“ Sicuri e Sobri”, focalizzata sulla riduzione dei rischi legati alla guida sotto effetto di alcol o sostanze alteranti. Durante l’ evento è emerso chiaramente come il futuro della sicurezza stradale debba basarsi su un approccio integrato:
La prima tavola rotonda con da sinistra, Pietro Meda Presidente ACI Milano, Alessandro Finicelli CEO AUtobynet, Simonpaolo Buongiardino Presidente Confmobilità e Pierluigi Bonora giornalista
La seconda tavola rotonda con da sinistra, Luciana Lorio Presidente Forum Globale Sicurezza Stradale, Paolo Ciufi CEO D & Drive Responsibly, Carlotta Gallo Dirigente Polizia e Pierluigi Bonora giornalista
tecnologia, formazione, prevenzione, infrastrutture e responsabilità individuale devono lavorare insieme. Anche la Polizia Stradale ha ribadito il ruolo fondamentale della prevenzione. Carlotta Gallo, dirigente della Polizia Stradale Lombardia, ha ricordato quanto siano cambiati negli anni gli scenari legati alle cosiddette“ stragi del sabato sera”, pur sottolineando che il lavoro culturale da fare resta ancora enorme. L’ alcolock, quindi, non viene più visto soltanto come un dispositivo elettronico o una misura restrittiva, ma come parte di un cambiamento culturale più ampio. Una tecnologia che punta non solo a impedire comportamenti pericolosi, ma anche a promuovere una nuova consapevolezza della guida.
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