Non solo spazio all’ interno ma tanta luce e visibilità
Quattro generazioni di Espace
La versione attuale della Espace
PARTENZA IN SALITA L’ inizio fu quasi un fallimento commerciale, con appena nove unità vendute nel primo mese, ma la rivoluzione era solo questione di tempo. La prima generazione della Espace non era solo una macchina grande; era un concetto di“ voiture à vivre”, un salotto viaggiante con sedili girevoli e una modularità allora sconosciuta. La carrozzeria in fibra di vetro e poliestere non era solo una scelta tecnica per contenere i pesi, ma il manifesto di un’ auto che voleva staccarsi dalle tradizioni metalliche del passato. Con l’ arrivo degli anni Novanta, la seconda generazione del 1991 consolidò il mito. Le forme si fecero più morbide e aerodinamiche, perdendo quegli spigoli vivi che la facevano somigliare troppo a un furgone evoluto.
MOSTRARE I MUSCOLI Fu l’ epoca in cui Renault decise di mostrare i muscoli, celebrando i successi in Formula 1 con l’ incredibile prototipo Espace F1: un mostro da 800 cavalli con motore V10 centrale che ricordò al mondo come il concetto di monovolume potesse essere anche sinonimo di prestazioni estreme. La terza serie, lanciata nel 1996, segnò l’ apice della collaborazione con Matra e l’ introduzione della versione“ Grand Espace”, pensata per chi non voleva scendere a compromessi tra passeggeri e bagagli. Gli interni divennero ancora più futuristici, con la strumentazione digitale centrale che sembrava presa in prestito da un jet privato. È in questi anni che la Espace smise di essere una scelta di nicchia per diventare lo status symbol della famiglia europea borghese e numerosa. Il nuovo millennio portò la quarta generazione nel 2002, la prima interamente progettata e prodotta da Renault senza il supporto esterno di Matra. Fu una rottura stilistica netta, con un design quasi architettonico e un massiccio impiego di acciaio al posto della resina. Nonostante fosse un trionfo di sicurezza e comfort, con le prime cinque stelle EuroN- CAP della categoria, il mercato stava iniziando a mutare pelle.
SCHIACCIATA DAI SUV L’ ombra dei primi SUV iniziava ad allungarsi sui grandi monovolume, costringendo Renault a ripensare radicalmente il proprio modello di punta. La quinta generazione del 2015 ha rappresentato il primo vero atto di metamorfosi: non più una“ scatola” perfetta, ma un crossover elegante, con ruote più grandi e una linea di cintura più alta. Era il tentativo di salvare l’ abitabilità storica vestendola con i panni della modernità. Tuttavia, la vera rivoluzione copernicana si è compiuta con la sesta e attuale generazione. Oggi, la Espace ha abbandonato definitivamente le sembianze di monovolume per trasformarsi in un SUV di segmento D, basato sulla piattaforma CMF-CD e spinto da motorizzazioni full hybrid. Il paradigma tecnico si è completamente ribaltato in favore dell’ efficienza e dell’ elettrificazione. La sesta generazione abbandona le cubature generose per adottare il sistema E- Tech full hybrid, dove un piccolo ma sofisticato tre cilindri turbo da 1.2 litri lavora in sinergia con due motori elettrici. Questa configurazione, basata sulla piattaforma CMF-CD, permette di ottenere una potenza combinata di 200 cavalli con consumi drasticamente ridotti rispetto al passato. Quello che resta, dopo oltre quarant’ anni, è lo spirito del nome. Sebbene la forma sia cambiata per assecondare i gusti di un pubblico che oggi cerca muscoli e assetti rialzati, la Renault Espace continua a voler rappresentare il vertice della gamma francese in termini di spazio e tecnologia.
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