CAR Aprile 2026 | Page 4

Editoriale
Renato Dainotto

Nel lavoro ci vuole

R-I-S-P-E-T-T-O

A un recente evento, un carrozziere, che partecipò allo scorso Car Summit

, di novembre mi ha chiesto perché avessi chiuso il mio discorso con, sullo schermo, la sola parola rispetto, usata nei confronti dei carrozzieri, anzi come atteggiamento quando visito una carrozzeria. Mi sono stupito. Sul momento pensavo di non essere stato chiaro, magari tradito dall’ emozione di una platea di oltre 700 persone o semplicemente perché ho il vezzo o vizio di non preparare mai un discorso e quindi di rischiare un’ esposizione confusa o poco lineare. Il carrozziere, forse intuendo il mio disagio, mi ha subito corretto, dicendo che il concetto era chiarissimo, ma pensare a una persona che entra in un’ attività con rispetto è molto originale come comportamento, se non strano. Ho riascoltato il mio discorso( sul nostro sito trovate tutti i singoli interventi) e, in effetti, il concetto era espresso in modo chiaro e comprensibile: ho quindi capito che è proprio questo atteggiamento umile e di ossequio a essere difficile in un mondo dove tutti sanno tutto( a parole …) e portare osservanza diventa un optional … Quindi ho fatto marcia indietro nel tempo per capire da dove venga questa condotta. Ci ho pensato e ripensato: quando entro in una casa o in un’ azienda, la deferenza verso tutti e tutto è spontanea, naturale. Persino al bar o al ristorante sono estremamente rispettoso di chi si prodiga a servirmi. Alla fine ho capito. Tutto merito di mio padre. Ho ricordato, non senza fatica: un giorno ero con lui. Ero piccolo. Un bambino. Mio padre doveva notificare uno sfratto con l’ ufficiale giudiziario. In pratica doveva buttare fuori un inquilino moroso. Da bambino— i bambini sono molto attenti— non mi sfuggì che era molto rispettoso verso quella persona. Così chiesi:“ Perché non l’ hai buttato fuori e basta? Perché sei stato così gentile? Non è forse in torto?”. La risposta fu lapidaria.“ Io faccio applicare la legge, sono un avvocato. Questo non mi permette di mancare di rispetto alle persone, anche se sono in condizione di vantaggio. Dovrai farlo anche tu quando sarai grande: portare rispetto verso il prossimo anche se stai lavorando e stai facendo una cosa sgradevole. Se nel lavoro un giorno ti dovessi accorgere di non avere più rispetto per le persone, di aver perso la curiosità di imparare e la voglia di fare, allora è meglio smettere e ritirarsi”. Ecco, un banale giorno di lavoro di mio padre ha influenzato tutta la mia vita. R-I-S- P-E-T-T-O, così era scritto alle mie spalle. Così è impresso nel mio modo di lavorare con voi e nei vostri ambienti. E se un giorno non troverete più la mia firma su Car Carrozzeria, da oggi sapete perché. E mi permetto di aggiungere che, in tempi come quelli attuali, dove scarseggiano le braccia in qualsiasi campo lavorativo, portare rispetto a chi lavora può anche evitare dannosi licenziamenti ed essere più attrattivi. Perché oggi, per fortuna, i giovani danno molta importanza al rispetto e al diritto al proprio tempo. Ci avete mai pensato? Io credo di sì, perché voi carrozzieri lavorate a contatto con la gente e avete i piedi ben piantati a terra.
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