CAR Aprile 2025 | Page 4

Editoriale
Renato Dainotto

Come ve la cavate con la finitura MIMETICA?

A utomotive, c’ era tanta attesa per le decisioni dell’ Europa sul Green Deal

applicato all’ auto. C’ era tanta speranza di una profonda revisione della normativa per ridare slancio all’ industria dell’ auto europea. Tanta, tanta e poca resa … una flebile apertura al motore termico ibrido e plug-in. Intanto pesa la crisi del settore e in Germania, la nazione che conta, ci sono sempre 4 / 5 stabilimenti pronti a chiudere, 25.000 operai dal futuro incerto … Ecco che arriva, guarda caso, la necessità di riarmare gli eserciti dei 27 Paesi. Guarda un po’, improvvisamente il Cancelliere in pectore Friedrich Merz ipotizza una riconversione militare degli stabilimenti in difficoltà … così accontenta gli operai che vedono una luce di speranza, i Verdi( alleati indispensabili per governare) che continuano la loro elettrizzante guerra al termico e l’ opinione pubblica, che rivuole la Deutschland über alles … In Italia gli fa eco Adolfo D’ Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, che al tavolo dell’ automotive al ministero davanti a sindacati e aziende ha proposto di riconvertire la filiera dell’ automotive verso spazio e difesa. Se per FIOM-CGIL la proposta è assurda, per FIM-CISL c’ è un’ apertura. Intanto che si chiacchiera di moschetto ed elmetto il tempo corre. L’ industria tedesca sprofonda: dopo Volkswagen, Porsche e Mercedes arrivano numeri pesanti anche per BMW, che sembrava“ tenere botta”. Il tanto amato mercato cinese che sembrava non voltare le spalle alla Casa di Monaco alla fine ha cambiato direzione: con una flessione del 13,4 % che ha pesato tantissimo sul bilancio e sui ricavi nonostante BMW sia la Casa con minori perdite di vendite con l’ elettrico. Nell’ agitazione BMW c’ è il paradosso italiano: lo Stivale è stato il Paese migliore del mondo con, nel 2024, una crescita del 17 % rispetto all’ anno precedente. In questo contesto difficile non sarà sicuramente un potenziale riarmo a risollevare l’ economia dell’ industria automobilistica. Prima di tutto, eventuali fabbriche di prodotti bellici, non assorbirebbero tutto il personale in esubero. La tecnologia militare richiede una forte compartimentazione dei tecnici e una filiera molto meno allargata rispetto alla produzione automobilistica. Mentre l’ Europa fa melina sulla riapertura al termico che darebbe nuova linfa all’ industria, il parco auto invecchia e va mantenuto in efficienza. Il lavoro c’ è per Carrozzerie e officine, ma è sempre più difficile per costi e disponibilità di ricambi. Insomma, sulla verniciatura camouflage avete ancora tempo per attrezzarvi. Mentre per l’ industria e la filiera il tempo scarseggia. La politica alla fine tornerà al buon senso?
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