BORN TO READ - THE QUILL Nov 2016 | Page 9

INTERVISTA ALL'AUTRICE

Se dovessi riassumere la trama del libro in una frase sola, quale sarebbe?

Il leit motiv dell’intera storia è uno solo: l’impossibile che diventa possibile. Questa frase ricorre più volte nel romanzo, lo rappresenta dall’inizio alla fine.

Come è nato “Il Principe e la Neve”?

Da una visione, un sogno, dalla voglia di raccontare l’amore secondo criteri che si discostano dalla realtà, ma che non l’abbandonano del tutto. “Il principe e la neve” è il risultato della sfrenata necessità di vivere un mondo diverso da quello che tutti conosciamo dove, ogni volta, è la magia a dettare le regole.

Dall’idea iniziale è cambiato qualcosa rispetto al romanzo che abbiamo tra le mani?

In linea di massima nulla e tutto. Ogni storia che scrivo nasce con un precisa idea che cerco di seguire, ma non sono di quelle autrici che hanno in mente tutto dall’inizio alla fine; durante la stesura molti programmi cambiano e lascio che siano gli stessi personaggi a raccontarmi la loro storia. Vivo con loro, capitolo per capitolo.

Quale è stata la scena più facile o quella più difficile da scrivere?

Tendo a ricordare solo quelle difficili, forse perché mi impegnano di più e di conseguenza mi rimangono più impresse. In questo caso non si tratta di una scena soltanto, ma di più scene. Direi che l’ultimo capitolo mi ha dato del filo da torcere, per tutta una serie di motivi che non spiego perché altrimenti dovrei svelare il finale.

Siamo abituati a leggere di eroine fantasy dalle qualità inarrivabili e tutt’altro che comuni, ma Neve rompe decisamente questo schema. Come è stato scrivere di una protagonista diversa dalle altre?

È stato divertente, affascinante, dirompente. Volevo che chi leggesse il libro potesse identificarsi con lei, una ragazza come tante altre, che ha lo smalto scrostato sulle unghie, che deve affrontare i problemi che tutti affrontiamo ogni giorno, ma che, alla fine, non si arrende e desidera solo l’impossibile che diventa possibile.

Neve attraversa uno specchio per finire in una magica landa, ma se potessi viaggiare in un qualsiasi mondo parallelo quale ti piacerebbe visitare?

Ho scritto esattamente di quel mondo. Edenir è quello che vorrei vedere. Ho messo su pagina giusto giusto i miei sogni.

Questo mese parliamo di regine, come la cattivissima Deliah: quale è la tua regina preferita? Si tratta di una regina buona o cattiva?

In realtà la mia regina preferita non ha nulla a che fare con la magia perché si tratta di Victoria, regina del regno Unito, ma se dobbiamo parlare di regine fantastiche direi La regina Ravenna nel film Biancaneve e il cacciatore, la strega Bianca ne Le cronache di Narnia e per ultima la grande Maleficent.

Come scrittrice hai affrontato i generi più disparati. Ne hai uno preferito o sei legata ad uno in particolare?

I generi fantasy e sci-fi forse sono quelli che mi permettono di spaziare di più con la fantasia, posso metterci dentro l’altra parte di me, quella che ama l’azione, l’avventura, la scienza, perché alla fine, d’amore parlo comunque, anche in questi generi.

Ti senti più una scrittrice organizzata, pianificatrice, o scrivi d’impulso lasciandoti trasportare dalle emozioni?

Assolutamente scrittrice d’impulso. Parto pianificando e poi mando tutto all’aria. Non ce la faccio proprio a seguire un’impronta precisa. Sono tutta istinto quando scrivo.

Su quale romanzo o serie stai lavorando per ora? Puoi darci qualche anticipazione?

In questo momento sto lavorando al capitolo conclusivo della mia trilogia Sci-Fi che comprende Hunted, Vision e, a breve spero, Echo. Dopodiché tornerò al romance e poi chissà, forse di nuovo a Edenir.

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