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Interventi edilizi : modifica del silenzio-assenso

In materia di semplificazione burocratica è stata introdotta una modifica della disciplina del silenzio assenso con l ’ art . 62 della L . n . 108 del 29.07.2021 che ha modificato l ’ articolo 20 della L . n . 241 del 07 08.1990 . Nel caso degli interventi edilizi , tale disciplina trova applicazione ai titoli abilitativi in sanatoria delle domande di condono edilizio . In particolare l ’ art . 6 della L . R . n . 12-8.11.04 e s . m . prevede che la formazione del silenzio assenso ( equivalente al titolo edilizio in sanatoria ) sulla richiesta di concessione edilizia in sanatoria può essere attestata mediante dichiarazione asseverata redatta da un tecnico abilitato , l ’ art . 10 c . 9 della L . R . n . 7-18.7.17 e s . m . equipara il titolo edilizio in sanatoria all ’ attestazione di avvenuta formazione dell ’ assenso , interpretando quanto previsto dall ’ art . 6 dellaL . R . n . 12-8.11.04 e s . m .; l ’ art . 6 Allegato A della D . A . C . n . 40-16.5.19 applica quanto previsto dall ’ art . 6 della L . R . n . 12- 8.11.04 e s . m .; l ’ art . 62 della L . n . 108 del 29.07.2021 prevede che nei casi in cui maturano gli effetti del silenzio assenso l ’ amministrazione è tenuta , su richiesta del privato a rilasciare in via telematica un ’ attestazione circa il decorso dei termini del procedimento e quindi dell ’ accoglimento della domanda ; decorsi inutilmente dieci dalla richiesta , l ’ attestazione è sostituita da una dichiarazione del privato ai densi dell ’ articolo 47 del D . P . R . n . 445 del 28.12.2000 .
izzzato che , in presenza di un edificio strutturalmente unico , su cui insistono due distinti ed autonomi condominii , è illegittima l ’ apertura di un varco nel muro divisorio tra questi ultimi , volta a collegare locali di proprietà esclusiva del medesimo soggetto , tra loro attigui ma ubicati ciascuno in uno dei due diversi condominii , in quanto una simile utilizzazione comporta la cessione del godimento di un bene comune , qual è , ai sensi dell ’ art . 1117 , n . 1 ), c . c ., il muro perimetrale di delimitazione del condominio ( anche in difetto di funzione portante ), in favore di una proprietà estranea ad esso , con conseguente imposizione di una servitù per la cui costituzione è necessario il consenso scritto di tutti i condomini .
Nella fattispecie in concreto esaminata , posto che la struttura architettonica unitaria degli edifici costituenti i due condominii non era dirimente , giacché ciò che rilevava era che i due edifici avessero autonomia amministrativa e gestionale , si trattava di verificare se i muri abbattuti , benché di divisione tra due proprietà contigue , svolgessero l ’ ulteriore funzione di recingere i due diversi condominii e che sostanzialmente fossero , quindi , muri perimetrali .
Invero , il fatto che il muro abbattuto fosse interno poteva non eliderne la funzione di recinzione , in quanto esso serviva a dividere non solo le due proprietà , bensì a delimitare i due diversi edifici costituenti enti separati , sicché l ’ abbattimento degli spicchi di muro al piano terra e seminterrato , posti tra i due locali commerciali insistente nei due diversi condominii , avrebbe comportato un uso abnorme del muro stesso in violazione dell ’ art . 1102 c . c .
A necessario completamento di quanto sopra , non ci si può esimere di dar conto di una questione assai rilevante in merito alla ricomprensione dei muri - quelli maestri o i pannelli perimetrali - nel patrimonio condominiale ( questione in parte connessa a quella di cui sopra relativa al corretto uso della cosa comune ).
Affinchè questo avvenga , infatti , è necessario aver preliminarmente identificato la precisa consistenza ( e volumetria ) dell ’ edificio in condominio , os-
26 | la PROPRIETÀ edilizia Settembre / Ottobre 2021