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Superbonus : verificare la conformità edilizia

Prima di presentare la CILA per il Superbonus ai fini degli incentivi previsti dall ’ art . 119 della L . n . 77 del 17.07.2020 modificato dagli articoli 33 e 33-bis della L . n . 108 del 29.07.2021 occorre verificare da parte della proprietà la conformità edilizia-urbanistica delle parti dell ’ immobile oggetto dell ’ intervento .
Nei modelli relativi alla CILA-S sono attestati da parte del tecnico professionista gli estremi del titolo abilitativo della costruzione dell ’ immobile o del provvedimento che ne ha consentito la legittimazione o che la costruzione è stata completata in data antecedente al 01.09.1967 , secondo quanto riportato dall ’ art . 33 , comma 1 , lettera c ), comma 13- ter .
Le eventuali difformità a livello edilizio-urbanistico sono a carico esclusivamente della proprietà ; pertanto rimane fondamentale , prima di presentare la suddetta CILA- , S verificare la legittimità della costruzione in tutte le parti e laddove esistenti presentare il titolo abilitativo in sanatoria per evitare la decadenza del beneficio fiscale secondo quanto riportato dal citato art . 119 della
L . n . 77 del 17.07.2020 modificato dall ’ articolo 33 , comma 1 , lettera d ), comma 13-quater della L . n . 108 del 29.07.2021 dove si ribadisce che resta impregiudicata ogni valutazione circa la legittimità dell ’ immobile oggetto dell ’ intervento .
Dalla lettura delle disposizioni evinciamo due conseguenze molto pericolose per i proprietari di immobili , che devono essere assolutamente chiarite dall ’ Agenzia delle Entrate : a ) che il tecnico che verifica la legittimità della costruzione in ogni sua parte o , che attesta l ’ esistenza del titolo abilitativo in sanatoria ottenuto dal proprietario , entrambi oggetto della CILA-S , che egli deve presentare ai fini degli incentivi fiscali , non ha alcuna responsabilità diretta in caso di errore ; b ) che le eventuali difformità a livello edilizio-urbanistico riguardanti il singolo immobile restano a carico “ della proprietà ”; orbene , poiché l ’ attestazione è stata fatta dal tecnico incaricato dal condominio , la responsabilità ricade su detto ente , cosicchè tutti i condomini e non solo l ’ autore delle difformità rimarrebbero pregiudicati ai fini degli incentivi fiscali . alcuna rilevanza nei confronti dei terzi ed a maggior ragione , quindi , nei confronti dell ’ Erario , non potendo , in particolare , pregiudicare la legittima pretesa impositiva medio tempore maturata per effetto di patti sopravvenuti tra le parti ( v ., ex multis , Cass . 30 aprile 2014 , n . 9445 ; Cass . 23 febbraio 2011 , n . 4366 ; Cass . 19 dicembre 2008 , n . 29745 ).
Rispetto a tale conclusione , neppure può assumere rilevanza - e anche questo non appare agevolmente comprensibile al cittadino medio - la mera circostanza che l ’ Ufficio , esercitando i propri poteri di autotutela , avesse provveduto ad annullare altri accertamenti , nei confronti del soggetto diverso dell ’ odierno ricorrente ( ma il comproprietario dello stesso immobile ) o in relazione ad altre annualità ( ma riferite al medesimo rapporto locatizio ).
Anche le ulteriori doglianze mosse dal contribuente sono state disattese .
Invero , il ricorrente aveva evidenziato l ’ omessa pronuncia da parte della Commissione tributaria in ordine a singole questioni prospettate in materia di risoluzione consensuale del contratto de quo o , in via subordinata , di risoluzione per inadempimento del medesimo accordo negoziale ; lo stesso ricorrente aveva , altresì , denunciato la violazione dell ’ art . 23 del T . u . i . r ., ratione temporis vigente , in relazione ad un ’ interpretazione costituzionalmente orientata ex art . 53 Cost ., che consentisse al contribuente di dimostrare e far valere comunque , ai fini impositivi , la mancata percezione dei canoni di locazione .
Il sopra delineato motivo di censura - in forza di un approccio estremamente rigido - è stato considerato , per un verso , “ inammissibile ” con riferimento alla dedotta omissione di pronuncia in cui sarebbe incorso il giudice del gravame in ordine alle singole questioni sunteggiate nei termini indicati , posto che la stessa avrebbe dovuto essere fatte valere dal ricorrente ai sensi dell ’ art . 360 , comma 1 , n . 4 ), c . p . c .
Si è , in proposito , richiamato l ’ orientamento consolidato della magistratura di vertice - la quale , al contempo , non richiede , nella relativa articolazione , l ’ utilizzo di formule sacramentali o l ’ e- satta indicazione numerica di una delle predette ipotesi - secondo cui la deduzione di un ’ ipotesi di “ omessa pronuncia ” da parte del giudice di merito deve farsi valere mediante la deduzione del relativo error in procedendo e della violazione dell ’ art . 112 c . p . c ., e non già con la denuncia della violazione di una norma di diritto sostanziale o del vizio
14 | la PROPRIETÀ edilizia Settembre / Ottobre 2021