Salice
Per i giapponesi il Salice rappresenta l’albero della meditazione e della concentrazione ed
era usato anticamente per recarsi a meditare prima di momenti ed eventi importanti. Un fa-
moso personaggio cine Lao Tzu, famoso teosofo cinese del 604 a.C. egli amava meditare sot-
to l’ombra di un Salice.
Il Salice è l’albero che cresce più vicino ai fiumi e alle acque in genere e le sue radici si pro-
pagano molto più profondamente in modo che nessuna corrente riesce effettivamente a sra-
dicarlo. Questa sua particolare qualità lo vedeva implicato per consolidare le rive dei fiumi.
Le sue caratteristiche medicamentose sono tra le più importanti nel mondo vegetale. Dalla
sua corteccia viene estratta una sostanza che noi conosciamo sotto il nome di paracetamolo
o aspirina.
È un albero che oltre ad avere delle fortissime radici ha anche una grande chioma e un
tronco che può raggiungere e superare i 18 metri di altezza, tanto che in numerose culture
rappresenta e viene considerato l’albero sacro della vita e adesso viene associato ed è il sim-
bolo del rinnovamento ciclico e della fecondità.
Il tipo Salice è da un punto di vista psicologico molto complesso, soggetto a mutevoli stati
d’animo dovuti alle sue innumerevoli aspirazioni, capacit à e fantasia. La vita per i Salici è
un palcoscenico o un campo di battaglia sul quale sanno in ogni caso recitare il ruolo adatto
al momento. Questo non fa, comunque, superare le loro incertezze. La più grande difficoltà
è quella di riuscire a vivere consapevolmente quello che è il loro bagaglio di ricchezze emoti-
ve che rappresenta il potenziale per realizzare e sfruttare la loro creatività.
Spesso inquieto il Salice impedisce a se stesso la crescita spirituale che invece potrebbe otte-
nere molto facilmente e spinge alcuni soggetti, in particolare le donne, a ricercare gratifica-
zioni materiali. Le donne in particolare sono amanti dell’arte in tutte le loro forme ma an-
che di tutto ciò che c’è di piacevole nella vita.
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