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Ma si fermò.
Foster Jr non rispose, rimasto folgorato dall'ultima frase.
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Foster Sr lo guardò finalmente mostrando paura.
Oltre la sottile parete che delimitava l'ufficio del capo del
distretto si trovavano le celle dei detenuti
preventivamente tenuti sotto controllo. Tutti dormivano
o erano privi di sensi, tranne uno.
Uno aveva l'orecchio teso contro il muro per cogliere
quante più parole possibile della conversazione che
stava avvenendo al di là della parete.
Il suo compagno di cella non si muoveva ma era sveglio.
Teneva lo sguardo fisso a terra da quando erano stati
rinchiusi lì dentro.
Non aveva mangiato, non aveva accettato il bicchiere
d'acqua offertogli.
Era troppo anche per lui, figurarsi per Paul, il più
giovane e ultimo arrivato nel trio. La morte di Gilbert e il
loro totale fallimento lo avevano distrutto.
E il fatto che appena udito il nome Foster accostato alla
parola uccidere la guardia li avesse sbattuti in cella non
aiutava.
E mentre era assorto nei suoi pensieri, Marcus Barbara