DICIOTTO
Polsi legati. Caviglie legate, ognuna ad una gamba della
sedia di legno. Volto scoperto affinché potesse vedere
con attenzione tutto quanto, senza però poter fare nulla.
E subire.
Si guardò intorno. Una stanza completamente vuota,
solo lui, la sedia cui era legato e una piccola finestra da
cui filtrava un piccolo raggio di sole che illuminava la
polvere che lo avvolgeva.
Non riuscendo a tenere sollevata la testa tornò a
guardare in basso. Era vestito esattamente come prima,
nessun graffio, nessuna macchia.
Non aveva idea di quanto tempo fosse passato, l'ultimo
ricordo era un volto spaventoso che si scagliava contro
lui e Lena. Poi il vuoto.
Lena.
Perché non era lì con lui? Cosa le avevano fatto?
Cominciò ad agitarsi sula sedia per liberarsi e gridò: