incollati ad ante di credenze perché non ci sfuggano , fissati da magneti al frigo come comandamenti , o affissi come strazianti appelli per micetti smarriti ,
tersi promemoria delle nostre vite divenute una colonna sonora di arrivi e partenze , il suono e la voce di calendari e diari . Ignoriamo l ’ immagine – la sua metà inferiore , con la sabbia in aumento . E ’ il ritmo crescente dei funerali cui assistiamo che ci fa pausare ,
che ci fa sentire la misura , l ’ urgenza , il rullo premonitore del tamburo . Colpo dopo colpo , grano dopo grano .
La bellezza è dove la trovi Perché negare che Bellezza può illuminare un giorno di gennaio quando il vento fa una sosta e l ’ aria è un silenzio , una coltre d ’ attesa ?
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