dalla “ presenza del diavolo ”. Nicola subisce indifeso diverse traversie . Il suo dolore diviene un vero e proprio trauma quando dinnanzi ai suoi occhi terrorizzati un marinaio prende con violenza Barbara , infierendo sul suo corpo . Nicola rimane pietrificato dall ’ evento che drammaticamente lo rende muto . Barbara fugge , la sua angoscia è infinita . Il suo unico rifugio diventa il convento in cui lei fa di tutto per cancellare la violenza subita , vivendo il pesante dilemma di un figlio frutto della violenza . Barbara decide di tenersi stretta questa nuova vita , aiutando anche altri bambini in difficoltà .
Intanto , Nicola ha trovato un ’ altra famiglia disposta a dargli quell ’ amore che fino adesso gli è stato negato . Il rapporto con i genitori adottivi è difficile e complesso . Nicola è diventato un bambino muto che ha paura e rifiuta l ’ amore . Egli non si fida più di nessuno malgrado la dimostrazione d ’ affetto dei nuovi genitori . Il trauma rimosso emerge all ’ improvviso e , nel dolore tremendo della memoria riaffiorata , Nicola tende le braccia verso la nuova figura materna che lo accoglie e lo consola .
Barbara , intanto , sulle macerie di se stessa ha costruito una nuova esistenza . Ha messo al mondo la sua creatura e si è dedicata all ’ insegnamento . Sono passati anni dal terribile terremoto ma Nicola desidera rivedere quella ragazza che si è impressa nella memoria . Il nuovo incontro fra i due segna la rinascita : Nicola ha riconosciuto se stesso ed il proprio valore e Barbara ha edificato su nuovi pilastri l ’ edificio della propria vita .
In questo romanzo le parole inseguono il filo delle emozioni senza tuttavia renderlo pienamente manifesto . Non abbiamo che le parole per sfuggire all ’ oblio . Ma le parole dicono solo , in chiaroscuro , ciò che avvenuto nella profondità della nostra anima . Le parole traducono le emozioni ma riescono anche a tradirle . Non ci rimangono che piccoli barlumi nella notte ed un lieve volo di farfalla che ci sfiora .
Gabriella Petrelli
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