combattere senza violenza , ma attraverso lo studio , la formazione e lo sviluppo dell ’ intelletto . Se guardiamo alla storia , sappiamo che già nell ’ antica Roma le donne di classe sociale più elevata sembrano essere state ben istruite , talvolta molto apprezzate e lodate dagli storici maschi dell ’ epoca per la loro capacità di apprendimento e assiduità nello studio e , dunque , bisogna ammettere che siamo davanti a una sorta di processo regressivo che si sta pian piano insinuando nelle società contemporanee . Ancora oggi , anche l ’ istruzione primaria rappresenta in molti Paesi un diritto negato per le bambine , risultato di una discriminazione di genere che affonda le sue radici in una cultura arcaica e che condanna le donne a una vita di povertà e subordinazione . Se guardiamo ai dati ufficiali , che preoccupano sempre di più , al momento 132 milioni di ragazze non vanno a scuola , di queste 34,3 milioni in età di scuola primaria , 30 milioni in età di scuola secondaria inferiore e 67,4 milioni in età di scuola secondaria superiore . Nei Paesi colpiti dalla guerra , e sono tanti nel mondo , le ragazze hanno poi più del doppio di probabilità di non godere del diritto all ’ istruzione rispetto alle ragazze che vivono in Paesi di pace . Sono constatazioni che addolorano e fanno pensare alla necessità di parlare sempre più diffusamente di un grosso fenomeno che non si argina nel tentativo di affrontare tutte queste norme discriminatorie di genere , e le pratiche dannose , che negano non solo l ’ accesso alla scuola delle donne ma che gravano marcatamente sulle dinamiche sociali , economiche e più strettamente personali . L ’ auspicio è che si possano adottare piani e politiche nazionali che diano priorità alla liberazione da tante proibizioni e impedimenti per favorire non soltanto la diffusione su ampia scala dell ’ accesso all ’ istruzione , ma la libertà di ogni essere umano che è fondamentale e imprescindibile .
Maria Rosaria Teni
Sono una donna di Joumana Haddad
Nessuno può immaginare quel che dico quando me ne sto in silenzio chi vedo quando chiudo gli occhi come vengo sospinta quando vengo sospinta cosa cerco quando lascio libere le mie mani .
Nessuno , nessuno sa quando ho fame , quando parto quando cammino e quando mi perdo , e nessuno sa che per me andare è ritornare e ritornare è indietreggiare , che la mia debolezza è una maschera e la mia forza è una maschera , e che quel che seguirà è una tempesta . Credono di sapere e io glielo lascio credere e avvengo .