una immane guerra civile . La Allende descrive con equilibrio di valutazione i fatti storici inducendo nel lettore non poche riflessioni . Si passa attraverso il dramma degli esuli , dei rifugiati nella civile Francia che tratta le frotte di anime impaurite , denutrite e provate con estrema durezza in campi di concentramento addossati al confine . Ironia della sorte , alla vigilia del secondo conflitto mondiale , i francesi ignari del loro futuro destino simile , riservano un trattamento disumano agli spagnoli in fuga dalla purga franchista ( ricordiamo che uno degli obiettivi principali dopo la presa del potere da parte del caudillo è stata quella di scovare e giustiziare sommariamente tutti cittadini di fede o simpatizzanti per la Repubblica ).
Dalla Francia dei campi profughi i protagonisti si rifugeranno in Cile , grazie al poeta Pablo Neruda e in questo paese affronteranno di nuovo il dramma della tirannide , a tratti anche peggiore poiché stavolta Victor dovrà patire torture e detenzione grazie alla delazione di una sua vicina di casa , ingrata e forse vittima di quella spirale di invidia ed odio che il regime istilla nel cuore delle popolazioni per poi usarne gli effetti .
Una vita intensa che porta alla tenerezza della fine che solo la Allende sa descrivere come epilogo di vite epiche , quali quelle vissute con intensità di cuore e di penna .
Mariantonietta Valzano