che hanno combattuto per valori che oggi si danno troppo per scontati : democrazia , giustizia , libertà .
Peccato che a distanza di 76 anni ancora non siamo pacificati .
Non abbiamo avuto un percorso di accettazione né “ del prima “ né “ del dopo ”.
Il prima : il fallimento del fascismo , le storture di un pensiero megalomane totalitario del culto della personalità , Il disfacimento dovuto alla miopia di seguire i sogni di gloria di un tempo passato , condito con la stoltezza di chi vuole guadagnare un posto nella storia ( prassi che hanno offuscato il senso sociale ella cultura dei fasci a cui dovrebbe attingere l ’ ideologia fascista tout court ).
Il dopo : le vendette cieche e senza senso perpetrate da parte di alcuni esponenti dei partigiani ( che per certi aspetti hanno tradito proprio quell ’ ideale di giustizia per cui hanno combattuto ). Uccisioni che perlopiù sono state consumate impunemente , per non disturbare quella labile coscienza nazionale che a tutt ’ oggi non c ’ è . Vendette che hanno finito , nella loro tragicità e nella loro inutile sommarietà , di inficiare gli stessi valori per cui si è lottato ( Vedi il triangolo rosso in Emilia ). A tutto questo si aggiungono stragi dovute alla semplice ... quanto inutile ... malvagità della ritirata nazista , come Sant ’ Anna di Stazzema , eventi che sono stati chiusi in un armadio di ferro faccia al muro per decenni , per non disturbare gli equilibri di Yalta : che ha finito per assumere la facciata di un ’ altra esibizione di potere e di subdola guerra di spie .
Tutto ciò non è mai stato affrontato , mai studiato , se non con brevi paragrafi in libri di storia talvolta troppo frettolosi . Pertanto , fino ad oggi una giornata in cui si celebra la Liberazione è solo un giorno in cui non si va al lavoro e generalmente il pretesto per un ponte in cui andare a visitare un altro paese ( se non fossimo in covid-time ci sarebbero frotte di turisti accalcati negli aeroporti come è stato sempre d ’ uso ).