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Ma poco senso ha questa malintesa ricognizione , e da buon empirista dovrei lasciar da parte ogni pretesa ;
ma non so non pensarci , e mi rattrista ; ora in specie che sono qui , in attesa , nella sala d ’ aspetto di un dentista . Sonetto tratto da L . F . Conti aperti con il Mondo , YCP , 2020
Il sonetto ha avuto spesso una veste aulica e contenuti alti e raffinati . Tuttavia , almeno dal tempo di Cecco Angiolieri si è sviluppata anche una versione più popolare , in forma non raramente dialettale , volta al gioco , allo scherzo , alla satira e alla polemica . In questi tempi così difficili , in cui si avverte il bisogno di qualche conforto , ho pensato di proporre in questa rubrica un intermezzo costituito da sei sonetti “ popolari ”, in cui satira , gioco e polemica sono espressi con garbo , umanità e intelligenza . L ’ ultimo dei sei sonetti l ’ ho scelto anche per la sua inquietante attualità . Gli autori sono quattro , due romani ( Belli e Trilussa ) e due toscani ( Giusti e Fucini ). Ho premesso , secondo lo schema usuale , un mio sonetto , di carattere scherzoso . Chiedo venia .
Giuseppe Gioacchino Belli 1791-1863
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