100% Fitness Mag - Anno VIII Settembre 2014 | Page 10
#PEDIATRA
4. Demographic characteristics (fasce di età
eterogenee, dal neonato all'adolescente).
Le situazioni che comportano rischi per i bambini
ammalati possono essere individuate a vari livelli:
Struttura:
• letti inadeguati, es. senza protezione;
• sporgenze strutturali (es. termosifoni);
• finestre non protette, vetri rotti, uscite
pericolose;
• apparecchiature instabili (es. piantane,
televisori);
• apparecchiature pericolose (es. forno a
microonde);
• suppellettili (es. statue religiose);
• accesso in zone a rischio (es. sala medica);
• armadi con farmaci facilmente raggiungibili;
• pavimenti bagnati.
Organizzazione (processi):
• errore di scelta terapeutica (prescrizione);
• errore di trascrizione/interpretazione;
• errori di preparazione;
• errori di somministrazione: es. sbaglio di
via di somministrazione, scambio paziente,
confusione del farmaco, assunzione
accidentale di farmaci (terapia incustodita).
Tra gli eventi sfavorevoli più frequenti in
ambito pediatrico vi sono gli errori di terapia
farmacologica (93% dei casi). I risultati di un
recentissimo studio realizzato in ospedali
pediatrici australiani ha trovato che su un totale
di 2753 errori di terapia nell’arco di quattro anni,
i più comuni riguardavano l’overdose (21%) e
la mancata somministrazione (12,4%) di terapia.
La causa più frequente era riconducibile a una
cattiva comunicazione. Uno dei più temibili errori
di dosaggio in cui si può incorrere e che può
risultare fatale è il cosiddetto “ten-fold error”,
ossia la somministrazione di una dose di farmaco
10 volte superiore a quella prescritta. Il ”ten-fold
errorӏ dovuto a una svista sul punto decimale
(es. 1.0 mg di farmaco interpretato 10 mg o un
dosaggio di 0.3 mg somministrato a 3 mg).
La prescrizione medica computerizzata
eviterebbe il problema della leggibilità.
Per proteggere il sistema sanitario dagli errori,
si è studiato il “risk assessment” (“stima del
rischio”): insieme di metodi e strumenti per l’analisi
dell’errore e la gestione del rischio clinico.
Il risk assessment si articola in 4 fasi:
1. Risk identification:
a) definire lo scopo dell’indagine,
b) individuare il team per svolgere l’indagine,
c) identifcare i rischi;
2. Risk analysis:
a) catalogare i rischi,
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b) quantificare i rischi (probabilità, frequenza,
gravità, impatto);
3. Improvement definition:
a) definire la soglia di accettabilità dei rischi,
b) definire le azioni correttive;
4. Risk review:
a) monitoraggio delle misure messe in atto per
la prevenzione dell'errore,
b) implementazione e sostegno attivo delle
soluzioni proposte.
La finalità del metodo è individuare nel sistema
le insufficienze che possono contribuire allo
scatenarsi di un evento avverso e di implementare
le barriere protettive che possano prevenire e
ridurre l'accadimento di problemi.
Per minimizzare i rischi di errori nei reparti
ospedalieri è utile la “segnalazione” di ogni
problema o difficoltà (anche se non ha avuto
conseguenze) e il “briefing” o riunione tra
colleghi, un breve confronto colloquiale sui
pazienti presenti nell’unità operativa, che può
essere realizzato all’inizio del turno di lavoro
riunendo per pochi minuti tutti gli operatori al fine
di raccogliere dati, problematiche ed eventuali
osservazioni. La revisione delle cartelle cliniche
è la pietra miliare negli studi sugli errori in sanità.
Da studi condotti su larga scala negli USA, risulta
che ben il 4% delle cartelle di Pronto Soccorso
contiene errori di somministrazione dei farmaci.
Ad alto rischio di errore sono i soggetti visitati
alle prime ore del mattino (tra le 4 e le 8) o
nel fine settimana. La cultura della sicurezza
e il risk-management aggiungono valore alla
prestazione sanitaria. La promozione della cultura
della sicurezza deve prevedere una strategia
sistematica di comunicazione e formazione
che richiede una preliminare indagine per
conoscere le condizioni di partenza e quindi
agire sugli specifici aspetti di miglioramento.
Una solida safety culture si realizza traducendo
individualismo in lavoro di gruppo, timore e
atteggiamento difensivo in apertura e supporto
reciproco, trasparenza e approccio globale. E’
importante che tra gli operatori della salute ci sia
coesione e solidarietà e non concorrenza sterile e
sospetto. Ben venga secondo me il recentissimo
pronunciamento della Cassazione (sentenza
16381/14 del 17 luglio 2014) per cui è legittimo il
licenziamento de dirigente medico che parla male
dei colleghi con i pazienti.
Ma soprattutto il rapporto medico-paziente
deve essere recuperato su base di fiducia e
affetto, basi imprescindibili di quella "alleanza
terapeutica” che è la premessa della buona cura
ed esito delle malattie.