100% Fitness Mag - Anno VIII Ottobre 2014 | Page 32
#CHIROPRATICA
non sono tenuti in allenamento
(troppo tempo seduti o in piedi)
basta un piccolo movimento che
s’irritano e s’infiammano. Quando questo avviene i movimenti si
riducono e quelli permessi sono
spesso dolorosi e ridotti a causa
anche dello spasmo dei muscoli
adiacenti. Tutto ciò si traduce
spesso nell’assumere una posizione antalgica, in altre parole
lo spostamento del tronco dalla
parte opposta al dolore. Il dolore acuto a livello del rachide è
quindi un segnale d’allarme per
un’avvenuta lesione, una reazione di difesa, uno stimolo a cambiare posizione che ha un ruolo
protettivo e adattativo il quale
impedisce i movimenti che possono danneggiare ulteriormente
la colonna vertebrale.
Lombo - sciatalgia
Con il termine lombo-sciatalgia
s’intende un dolore causato dal
nervo sciatico che ha origine
nella colonna lombare e che si
estende fino ai glutei, agli arti
inferiori e parte dei piedi. Si differenzia dalla lombalgia perché
in quest’ultima il dolore è localizzato soltanto nella zona lombare
e sacrale. La compressione del
nervo sciatico può essere causato da strappi muscolari a livello paravertebrale, da contratture
muscolari, da ernie del disco e da
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schiacciamento del disco intervertebrale.
La lombo-sciatalgia è un disturbo
molto comune, dovuto allo stile
di vita adottato quotidianamente
(molte ore seduti in ufficio, assenza di attività fisica, posizioni
scorrette), tanto che si calcola
che circa il 40% della popolazione soffra o abbia sofferto di questa patologia. Questo disturbo
può essere sia mono sia bilaterale, cioè può manifestarsi sia in
uno sia da entrambi i lati spesso
accompagnato da dolore, disturbi circolari, mancanza di forza alla
caviglia e al piede e sensazioni
alterate, intorpidimento e formicolio dell’arto interessato.
Discopatia
Con il termine “discopatia” s’indica la patologia che va a carico del
disco intervertebrale e occorre
quando i dischi della colonna vertebrale appaiono leggermente
schiacciati o di spessore ridotto.
Sforzi eccessivi così come posture statiche prolungate portano
a continue compressioni della
colonna causando una riduzione
del contenuto idrico dell’anello
fibroso con conseguente riduzione del suo spessore.
Durante il riposo notturno i nuclei polposi si reidratano riacquistando lo spessore originale, se
però gli sforzi sulla colonna sono
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eccessivi e ripetuti il disco va incontro a un rapido processo d’invecchiamento e degenerazione
dando origine alla discopatia.
Le conseguenze più gravi di
una discopatia sono legate alla
riduzione della capacità ammortizzante del disco e alla contemporanea perdita dei normali rapporti tra una vertebra e l’altra. I
sintomi di una discopatia sono:
dolore aggravato da piegamenti, starnuti, colpi di tosse; dolore
radiante a una o entrambe le
gambe con sensazione di formicolio e/o insensibilità; dolore con
pendenza del tronco da un lato;
riduzione della mobilità.
L’insieme di questi processi con
il passare del tempo favorisce
l’ernia del disco vertebrale di cui
poi parleremo in un altro articolo.
Terapie e trattamento
Nella lombalgia e/o sciatica lo
scopo della chiropratica è restituire l’integrità funzionale all’articolazione il cui funzionamento
è alterato. Il chiropratico, dopo
un attento esame neurofisiologico e un’analisi delle radiografie, riduce l’irritazione dei nervi
con un aggiustamento specifico
nell’area interessata, riducendo
così i sintomi dolorosi e favorendo un ristabilimento più rapido.
La manipolazione è un piccolo
movimento preciso e indolore,
esercitato su una giuntura spinale, attraverso il quale si ripristina
il movimento naturale; esso apporta benefici terapeutici meccanici e neurologi, aumentando
coordinazione, forza, flessibilità
e resistenza della schiena.
Per ottenere risultati duraturi
contro il dolore è necessario un
approccio integrato di manipolazioni insieme con lo stretching
per aumentare l’elasticità muscolare, e particolari esercizi attivi,
utili ad aumentare il tono muscolare. ★