100% Fitness Mag - Anno VIII Ottobre 2014 | Page 27

ansioso o tendono ad evitare che i bambini facciano esperienze autonomizzanti. L’attacco di panico rappresenta uno di quei disturbi che intacca maggiormente il funzionamento sociale e lavorativo della persona e che necessita dunque di un tempestivo intervento: più l’intervento è precoce minori saranno i rischi di cronicizzazione del disturbo e maggiori le probabilità di una remissione totale. Oltre che attraverso una terapia farmacologica, o in congiunzione a questa, il Disturbo da Attacchi di Panico può essere trattato attraverso una psicoterapia cognitivo-comportamentale che può essere individuale o di gruppo con una cadenza settimanale. Il protocollo prevede, dopo una prima fase di valutazione e di inquadramento del caso, una fase di psicoeducazione nella quale si aiuta il paziente a comprendere precisamente cos’è l’attacco di panico e a distinguere l’ansia come reazione normale dell’organismo di fronte a situazioni di pericolo dall’ansia patologica. zante) allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile aiuto, in caso di attacco di panico. I timori agorafobici riguardano solitamente situazioni quali l’essere fuori casa da soli, l’essere in mezzo alla folla o nel traffico, essere in ascensore, viaggiare in automobile o con altri mezzi di trasporto. Le situazioni temute vengono evitate, affrontate solo in presenza di qualcun altro oppure sopportate con molto disagio o con l’ansia di avere un attacco di panico. Non è possibile individuare un’unica causa del disturbo di panico, sono diversi sono i fattori che rendono una persona vulnerabile allo sviluppo di attacchi di panico. Uno di questi è l’Anxiety Sensitivity, un atteggiamento catastrofico, di paura rispetto alle sensazioni di attivazione neurovegetativa dell’organismo (tachicardia, dolore al petto, etc.) che tendono ad essere erroneamente interpretate come pericolose e in grado di produrre conseguenze disastrose come la morte o la pazzia. Alcuni studi hanno evidenziato che determinati atteggiamenti genitoriali in età evolutiva possono contribuire allo sviluppo dell’Anxiety Sensitivity nel bambino: genitori che favoriscono il comportamento da malato del bambino, che manifestano attenzione preoccupata quando il bambino è L’obiettivo della terapia sarà quello di aiutare il paziente ad affrontare le situazioni temute: questo avverrà in maniera graduale e solo dopo aver appreso delle tecniche di gestione dei sintomi ansiosi. Le principali tecniche utilizzate a questo scopo sono le tecniche di respirazione e il rilassamento muscolare progressivo. Recentemente si stanno sempre più utilizzando le tecniche di mindfulness, una pratica di consapevolezza deriva dallo yoga che viene utilizzata trasversalmente in diversi disturbi con obiettivi terapeutici differenti. Nel disturbo di panico il ruolo della mindfulness è quello di far prendere alla persona consapevolezza dei propri stati interni e di acquisire un nuovo modo di rapportarsi a questi stati mentali attraverso una presa di distanza da essi. Una volta preparato il paziente attraverso le tecniche di gestione dei sintomi, si inizia con la fase dell’esposizione alle situazioni temute. Tutte queste tecniche di intervento nel complesso permettono che avvenga una ristrutturazione cognitiva dei pensieri disfunzionali connessi all’ansia (paura di morire o impazzire) proprio perché il paziente, affrontando le situazioni temute, sperimenta che in realtà le conseguenze catastrofiche non si verificano. Il protocollo presentato è solo uno dei modi possibili di affrontare questo problema ma sicuramente quello di più comprovata efficacia tanto da essere inserito nelle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. ★ 100% FITNESS MAG • Ottobre 2014 27