100% Fitness Mag - Anno VIII Ottobre 2014 | Page 22
#PSICOPEDAGOGISTA
pacità di trasformare i nostri
obiettivi in realtà. Non dicendo
ciò che vogliamo e ciò che ci rende felici, non mettiamo in moto
quel meccanismo energetico
che ci fa realizzare la gioia della
realizzazione personale. Come
logica conseguenza ci impediamo di ricevere dalla vita ciò che
desideriamo.
Il timore che le
nostre parole ci
alienino l’amore
Quali motivazioni ci sembrano
tanto valide e ragionevoli da far
sì che ci asteniamo dal dire la
nostra verità? Molte di queste
ragioni ci sembrano accettabili
e quasi onorevoli, come il non
ferire la sensibilità o la suscettibilità di qualcuno, oppure non
mettere in dubbio l’autorità di chi
amiamo; altre lo sono meno, ma
sono comode perché è più facile
‘far parte del gruppo’ per essere
accettati.
Eccolo lì, ancora una volta, il
terrore oscuro, quello che ci fa
accettare tutti i compromessi, la
paura che con le nostre parole, che sono la manifestazione
di quello che siamo, possiamo
perdere l’amore degli altri. In
una situazione equilibrata dovremmo sentirci liberi di esprimere i nostri pensieri in tutta
tranquillità e senza avere la pretesa di convincere o prevaricare
gli altri, affermando semplicemente il nostro punto di vista,
perché è il nostro. Purtroppo a
volte questa modalità smette di
funzionare e il risultato è che ci
“imbavagliamo”.
La paura ci suggerisce che le
cose che vorremmo dire non
sono “adeguate” al momento o
alla situazione; magari ci fa credere che esprimendo il nostro
punto di vista, non verremmo
22
più apprezzati da chi ci circonda
o, peggio, costoro non ci amerebbero più.
Temiamo di apparire ‘non in linea’ con gli altri e, quindi, diversi,
con le indelebili stigmate che ci
espellono dal branco. Così tacciamo e, attraverso un ferreo
controllo, neghiamo la nostra
verità in funzione di un apparente maggior vantaggio. E la
nostra anima piange.
Ma non finisce qui. La paura, infatti, che ci ha indotto a snaturarci, porta con sé un grande vissuto
di stress che, se irrisolto, determina una frustrazione profonda
e si traduce in aggressività e
sbotti d’ira.
Questi a loro volta portano a isolamento e solitudine. In questo
modo, dopo esserci negati, ci ‘tagliamo fuori’ dalla intimità con le
altre persone.
Invece di essere spontaneamente noi stessi, ci mettiamo dietro
le sbarre del controllo e della
finzione, e finiremo sempre più
soli nella torre del silenzio che
ci vede prigionieri della paura
di esprimerci. Quando poi ci distraiamo e il controllo ci sfugge,
perché prima o poi accade, ecco
che la pressione che abbiamo
cercato di contenere, esplode
con tutta la sua forza: a quel
punto tutto ciò che diciamo, anche la cosa più vera e più sacra
per noi, è tinta di rabbia e quindi
viene percepita come pericolosa e negativa da chi ci ascolta.
Passeremo inevitabilmente
dalla parte del torto, con il
risultato di interrompere la comunicazione. Quindi dobbiamo
ritrovare l’amore verso noi stessi
e pensare che gli altri ci amano
proprio per quello che siamo e
per quello che diciamo. Perché
la natura stessa del sentimento d’amore esclude il giudizio.
In caso contrario non è amore.
100% FITNESS MAG • Ottobre 2014
E ognuno di noi trae le proprie
conclusioni….
La ]\