100% Fitness Mag - Anno VIII Maggio 2014 | Page 66
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S.Maria delle Grazie. La chiesa merita una visita
per capirne l’importanza e visitare le tracce del
possente intervento del vescovo Bellotti che
diede lustro all’edificio con bellissimi pavimenti
in maiolica dell’artista Chiaiese (una vera
meraviglia è il pavimento della cappella privata
del vescovo al secondo piano dell’episcopio).
Scendendo la strada verso la marina si nota il
maestoso edificio seicentesco del monastero
delle suore di S.Teresa, ancora istituto di
clausura, dove si conservano le reliquie di oltre
cento santi (alcuni sono esposti nella cappella del
monastero) salvati dopo l’abolizione del convento
di Quarazzano dove esiste ancora l’imponente
struttura del palazzo conventuale dei Gesuiti.
Fu uno dei primi insediamenti monastici della
Penisola Sorrentina dove fu piantato anche il
primo aranceto della Penisola (aranceto del
Gesù) che fece la fortuna di tutto il territorio.
Attualmente ospita varie strutture civili che
ne hanno irrimediabilmente stravolto l’opera
originaria. Basti pensare che la monumentale
chiesa, lunga 80 metri e larga 20, all’inizio del
1800 fu trasformata in una caserma e suddivisa
in tre piani. Attualmente, negli appartamenti
superiori, ancora esistono segni di decorazioni e
stucchi che appartenevano alla chiesa. A fianco
del Torrione ritroviamo il palazzo Barretta e già
siamo al casale di Villarca, chiamato cosi per
l’esistenza di una porta ad arco che difendeva
l’ingresso della città dalla Marina della Lobra,
altro interessante borgo marinaro della città.
Risalendo per via Rivo si intercetta una serie di
antiche stradine che portano verso la zona di
S.Aniello, dove esiste ancora l’edificio di una
torre cinquecentesca fortificata.
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Maggio 2014
L’itinerario rientra verso il centro dove si
può visitare il palazzo del Cerriglio con un
interessante viale abbellito con busti di marmo
ed un ninfeo di epoca Medievale. Si giunge
nuovamente al centro di Massa Lubrense non
prima di aver visitato il cortile del settecentesco
palazzo Vespoli. Ritornati al centro è d’obbligo
l’affaccio sulla terrazza che offre una notevole
vista su Capri e ci riporta alla mitologia greca del
nostro territorio quando Ulisse, affascinato dalla
conoscenza delle Sirene, usò l’astuzia e l’ingegno
per poterne conoscere i segreti. Anche noi,
affascinati da tanta storia e tradizioni concentrati
nel nostro piccolo territorio,ci ritroviamo appagati
e curiosi fino a rimanere stregati. C'è chi, come i
compagni di Ulisse, si tura gli orecchi e tira dritto.
C'è chi ascolta e si schianta senza nemmeno
porsi il problema. E c'è chi, come Odisseo,
cerca di salvarsi ed ascoltare la voce senza
distruggersi. Questo è possibile grazie alla sua
agilità mentale: la ricerca della conoscenza senza
superare i limiti umani.