100% Fitness Mag - Anno VIII Luglio 2014 | Page 80
#FILOSOFIA
Grace di Monaco
e la fabbrica dei miti
Domenico Casa
Consulente filosofico
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È in corso nelle sale cinematografiche la
proiezione del film GRACE di Monaco, per la
regia di Dahan. Protagonista NICOLE KIDMAN
nel ruolo della principessa di Monaco. Il film,
destinato all'apertura del FESTIVAL di CANNES,
prima ancora dell'uscita in varie nazioni europee,
ha suscitato un'ondata di pareri contrastanti.
Indubbiuamente il contrasto è fonte di dialogo,
per cui c'è da augurarsi, che nelle modalità
dettate dal senso di civiltà, non venga mai
meno. Indubbiamente il film presenta pregi e
difetti. Questi ultimi attengono alla difficoltà di
verifica della documentazione circa la vita della
principessa, benché il contesto storico travagliato
degli anni Sessanta, con tutti i suoi protagonisti,
noti e meno noti, sia abbastanza sicuro.
L'aspetto interessante appare, invece, il tentativo
di "mitizzare" il personaggio, iniziato subito dopo
la tragica morte della proncipessa.
Mitizzazione che successivamente sarà
elaborata anche per DIANA d'INGHILTERRA.
La mitizzazione è per lo più un'enfiatura, un
ingigantimento di elementi (talvolta molto esigui)
del reale, di una storia, di un personaggio.
Ci si chiede, pertanto, se il lavoro di
"divinizzazione" sia necessario e da quale
esigenza esso nasca. La sua necessità è scritta
nella storia. Non vi è popolo, civiltà, piccola o
grande comunità che non abbia elaborato e
costruito "miti".
L'Asia, l'Europa, l'America sono state e sono
fucine continue di miti - miti religiosi e miti laici.
Tra esse spiccano l'Egitto e la Grecia la quale,
con le sue eccezionali capacità mitografiche,
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Luglio 2014
ha creato un mondo di dei e di eroi i quali, con
il loro fascino indiscusso, ancora resistono al
tempo. Ha continuato la Chiesa Cattolica con la
sua straordinaria e continua produzione di santi/e
e di madonne che spesso ricalcano leggende e
favole greche. Non è difficile stabilire un rapporto
tra Dioniso e Cristo, tra Iside, Demetra e Maria. In
epoca contemporanea la mitizzazione riguarda
per lo più personaggi del mondo dello spettacolo,
della moda, dello sport e dell'arte.
Nella sua opera "L'essenza della religione",
il filosofo tedesco Feuerbach scriveva: "Il tuo
Dio è tale qual è il tuo cuore. Quali i desideri
degli uomini, tali i loro dei." Intendeva dire che
la divinità non è altro che la proiezione illusoria
in un essere trascendente, di bisogni e qualità
umane. Il più delle volte noi esseri umani oltre
ad essere consapevoli dei nostri limiti oggettivi
(nascita, morte, malattia, vecchiaia) abiamo
una percezione di noi stessi come "povertà",
"mancanza", "incompiutezza". Si tratta
indubbiamente di realtà concrete.
Di fronte ad esse, anziché cercare dentro di noi
le capacità che mettono in grado di colmare vuoti
e progredire verso stadi graduali di perfezione,
creiamo personaggi immaginati già perfetti.
Ma