100% Fitness Mag - Anno VII Ottobre 2013 | Seite 42
100% FITNESS MAGAZINE
PEDIATRA
L’arte come
terapia
COSA È L’ARTE-TERAPIA
Dottor
Carlo Alfaro
Pediatra
L’arteterapia è una interessante e stimolante disciplina che include l’insieme delle
tecniche e delle metodologie che utilizzano
le attività artistiche nelle loro diverse forme
(pittura, scultura,musica, danza, teatro, marionette, scrittura) come mezzi terapeutici,
finalizzati al miglioramento del benessere
della persona nella sfera emotiva, affettiva
e relazionale. Scopo dell’arteterapia è incoraggiare gli individui ad esprimersi, per
migliorare il proprio benessere e qualità di
vita o risolvere sintomi morbosi, come coadiuvante delle terapie tradizionali, grazie
agli importanti riflessi che il processo creativo ha sulla psiche, che influenza significativamente il corpo e la salute. Il presupposto
di base è che il processo creativo produce
benessere, salute e migliora la qualità della
vita, attraverso aumento della consapevolezza di sé e del senso di identità, delle abilità
cognitive ed emozionali, dell’autostima,
della capacità di fronteggiare situazioni di
difficoltà e stress e superare esperienze traumatiche, consentendo di entrare in contatto
col proprio mondo interiore e di elaborare il
proprio vissuto senza barriere di difesa, col
risultato di una generale maturazione ed
integrazione sociale e relazionale.
Diversi studi dimostrano che esprimersi
artisticamente sposta l’attenzione dal disagio alla creazione, liberando attraverso
l’immaginazione idee, sentimenti, sogni,
aspirazioni, emozioni, che permettono
all’individuo di accedere al linguaggio inconscio, superando blocchi e difficoltà. Attraverso la creazione artistica, l’individuo si
immerge in un’attività mentale che facilita
la risoluzione dei propri conflitti, si mette
alla prova, sviluppa un forte senso d’identità, approfondisce la conoscenza di se stesso.
In questo contesto l’attività artistica, sotto lo
sguardo attento del terapeuta, rappresenta
una sorta di mediatrice tra la sfera conscia
e quella inconscia dell’individuo, permettendo a quest’ultimo di entrare in contatto
con il proprio io in modo più autentico, di
“conoscere se stesso”. Come diceva il filosofo Rudolf Steiner «La terapia artistica
ha un effetto profondo e diretto sull’anima.
Questo può portare, gradualmente, a migliorare la vitalità del paziente, la salute
fisica e il benessere emotivo». In tal senso,
si tratta di un processo educativo, laddove
“educare” sta per “educere”, “portare fuori”: far emergere il sé inconscio. L’arte è, in
sostanza, un uso particolare di linguaggi in
cui l’esperienza sensoriale di conoscenza
del mondo viene rielaborata in una propria
rappresentazione per essere restituita all’esterno, in un processo circolare di continua
decostruzione e ricostruzione.
COME SI È SVILUPPATA
La musicoterapia e la teatroterapia risalgono all’antichità, quando certi canti militari
venivano usati per caricare i guerrieri alla
battaglia, mentre il teatro serviva a veicolare
messaggi alle masse. Fu il padre della psicoanalisi, Sigmund Freud, a cogliere nell’arte
lo strumento privilegiato per conoscere ed
esprimere il proprio inconscio, ritenendo
che il prodotto artistico rappresentasse lo
specchio del mondo interiore e in quanto
tale potesse essere materiale di interpretazione e studio per l’analista.
Su queste premesse si basano i test di disegno proiettivo in psicologia, in cui l’espressione creativa viene usata come strumento
di diagnosi. Come relazione d’aiuto, l’arteterapia è stata teorizzata in Inghilterra negli
anni ’30-40 dalla pedagogista-psicoterapeuta
Edith Kramer, che insegnando arte ai figli
dei profughi della Germania nazista, osservò gli effetti positivi dell’attività artistica su
bambini segnati dalle violenze del regime,
e si è poi sviluppata negli anni Sessanta
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