100% Fitness Mag - Anno VII Giugno 2013 | Page 72

100% FITNESS MAGAZINE PRELIEVO FORZOSO SUI CONTI CORRENTI: È POSSIBILE IN ITALIA? E’ l’argomento più di attualità in quanto appena applicato al sistema bancario cipriota. Si è reso necessario per potere sanare il sistema finanziario del piccolo Stato Cipriota ed ha riguardato i conti correnti bancari con saldo superiore ai 100.000 euro. Dr. Mario De Simone Cell. 3385458815 Mail: dr.mariodesimone@hotmail.it I n Italia esiste un precedente triste episodio: un famoso 6 per mille applicato nel 1992 dal “Governo Amato” , allora in carica, per sanare una situazione di finanza pubblica ormai allo stremo. Nel caso italiano, il prelievo fu applicato solo ai conti correnti, ai depositi vincolati, ai certificati di deposito ed ai buoni fruttiferi. Restarono, invece, fuori dal prelievo le obbligazioni bancarie ed i titoli di stato, probabilmente in quanto l’impossibilità di raggiungere tutta la massa di titoli esistente (molti erano ancora cartacei e posseduti materialmente dai sottoscrittori) avrebbe reso l’imposta profondamente sperequativa. I depositi dei cittadini italiani detenuti all’estero non furono colpiti da tale imposta così come (da quanto ci è dato di sapere) anche l’imposta applicata a Cipro non colpisce i depositi detenuti all’estero dei cittadini ciprioti, mentre i cittadini esteri che detengono i capitali nelle banche cipriote hanno subito il prelievo. La domanda che ci si pone, oggi: “potranno i conti degli italiani essere soggetti ad un prelievo forzoso? Dare una risposta certa su ciò che potrà accadere è impresa ardua e sarebbe anche presuntuosa. Ciò che è importante sottolineare è che il Governo Monti ha istituito un “prelievo forzoso” attraverso quella che è stata la modifica dell’imposta di bollo che i correntisti italiani erano abituati a vedersi addebitare sul proprio conto corrente (i 34,20 Euro annui che mensilmente o trimestralmente le banche prelevavano dal conto). L’imposta di Bollo, dai soli conti correnti, è stata estesa a quasi tutte le cd. attività finanziarie (Fondi Comuni, Gestioni Patrimoniali, Polizze, etc.) e si applica sul valore dell’attività, in misura dell’0,15% - in pratica: Euro 150 ogni € 100.000 di fondi, gestioni, polizze o giacenze su conti. Oggi l’Italia ha il Debito Pubblico più alto di sempre (circa 2mila miliardi di Euro), versa in una recessione economica da oltre 2 anni e le prospettive future non sembrano essere le più incoraggianti. A tal proposito, una notizia che è passata “quasi” inosservata, ma che dovrebbe far riflettere è quella che risale al dicembre 2012 anche se l’attuazione della norma è partita dal 1°gennaio 2013 e si tratta dell’introduzione delle clausole collettive (CACs) nei titoli di Stato. Il comunicato stampa del Ministero dell’Economia - datato 17 dicembre 2012 - riporta che a partire dal nuovo anno “le nuove emissioni di titoli di Stato aventi scadenza superiore ad un anno saranno soggette alle clausole di azione collettiva”. Cosa sono le CACs? Previste nel Trattato sul Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM), ratificato anche dall’italia, sono delle clausole vessatorie e regolano la possibilità, per uno Stato che versa in una condizione di crisi del debito sovrano (come ad esempio è avvenuto in Grecia), di ricontrattare interessi, scadenze e di proporre agli investitori lo scambio con obbligazioni di diversa tipologia Secondo questo accordo previsto dall’ESM, il mercato dei titoli di Stato dei BOT e BTP non sarà più garantito dallo Stato stesso, in quanto con le CACs si potranno rinegoziare accordi precedentemente presi e rinegoziare la propria esposizione debitoria con gli investitori. Ritornando al prelievo forzoso, se è vero che non è possibile sapere se ci sarà, né tantomeno indicare quali saranno le modalità, tuttavia, sulla scorta dell’esperienza maturata, i correntisti possono adottare alcune contromisure. Scegliere, ad esempio, prodotti di investimento depositati presso banche estere e che non detengano liquidità su conti correnti domiciliati presso la banche italiane. 72