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FILOSOFIA
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E se Rousseau
avesse ragione?
S
piaggia di Meta, ore 12,00
circa. Arriva un gruppo di
ragazzini, maschi e femmine, (saranno una trentina)
guidati da due adulti in divisa blu.
Lui piuttosto sornione, lei con un fare
duro, sbrigativo e una fastidiosa voce
chioccia che riempie tutto il tratto di
spiaggia. Accompagnatori dei ragazzi,
che avranno avuto dai sei ai dodici
anni, sono anche due giovani sui venti anni, forse animatori. I ragazzini,
dopo aver deposto gli zaini intorno
a un’asta, vengono subito disposti
in cerchio. Ma, pochi ninuti dopo,
le loro posizioni verranno modificate. Poi ancora un’altra volta, come a
voler mettere alla prova la capacità
di resistenze e piegare evuntuali tentativi di insubordinazione. Su tutti
domina la voce della donna che non
fa nulla per addolcire il ruolo da secondina. Uno dei due giovani illustra,
poi, le fasi dell’attività (?) successiva
che si svolgerà in acqua. Durerà circa mezz’ora. Ritornano sulla sabbia.
Non viene lasciato ad essi un minuto
di tregua. Non è consentito distrarsi,
indugiare, uscire dai ranghi, spalmarsi
creme per proteggersi dalle scottature. I bambini si mostrano docili, educati, obbedienti, si esprimono con un
italiano corretto. Quasi certamente di
buona famiglia come indicano zaini,
costumi, teli e scarpette firmate.
Che senso ha – sorge spontanea la
domanda – un tipo siffatto di educazione?
Viene in soccorso una pagina do
OSHO in “Che cos’è la meditazione”.
“Ogni bambino nasce in uno stato
meditativo, ma poi bisogna iniziarlo
alla società e ai suoi modi; bisogna
insegnargli come pensare, come
contare, come ragionare, come discutere; bisogna insegnargli parole,
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Domenico Casa
Consulente filosofico
Cell. 3393318463
Domenico.Casa2@tin.It
linguaggi, concetti. E piano piano egli
perde il contatto con la sua innocenza. Viene contaminato e inquinato
dalla s