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COUNSELOR
Il counseling
relazionale
E
Dottoressa
Anna Sallustro
Laureata in scienze della
formazione.
Master in Counseling
Cell. 3381356920
ccomi qui sempre a parlare del
Counseling in tutte le sue forme
e sfaccettature, questa volta tratto
del Counseling Relazionale, una
branca specialistica del counseling, che si interessa in modo particolare dei problemi che
riguardano la comunicazione e le relazioni
con gli altri; ha una funzione di primo piano
nella società moderna e si propone come
una nuova cultura dell’aiuto con la finalità
di rispondere ai bisogni relazionali emergenti
delle persone, mira a far prendere consapevolezza delle proprie capacità personali e
svilupparle al meglio in virtù del contesto in
cui ci troviamo. Nasce dalla considerazione
che l’essere umano diventa persona nella relazione con l’altro e sviluppa le sue capacità
biologiche e la sua identità attraverso le occasioni che provengono dagli incontri con le
persone essenziali della sua vita, dai pensieri
che scaturiscono da questi incontri e che di
conseguenza orientano le sue scelte. Queste
esperienze relazionali quando sono imbrigliate all’interno di sentimenti oppositivi o
improntate su atteggiamenti d’insofferenza,
di evitamento, possono ostacolare l’armonica
evoluzione della persona o soffocarne la creatività costringendola in copioni ripetitivi e
limitanti di comportamento e di una visione
asfittica e distanziata di se stessi nella relazione con il mondo, la vita, il proprio corpo.
Il Counseling relazionale agisce nel senso
di una ri-educazione alla singolarità del rapporto umano come luogo di produzione,
di conoscenza, di senso e di possibilità. La
relazione come il luogo naturale nel quale
scoprire “l’Impensabile per me”.
Il Counseling Relazionale non è un intervento di psicoterapia ma un metodo per aiutare
a comprendere i problemi di relazione e
trovare soluzioni pratiche per migliorare la
situazione nei casi di difficoltà.
Si può applicare il Counseling Relazionale
sia alla sfera privata che professionale, e ciò
contribuisce a rafforzare fiducia in sé stessi,
permettendo così di sviluppare le proprie
relazioni interpersonali e di affinare e migliorare i processi decisionali. Utilizza un
approccio olistico basato su competenze
multidisciplinari e comunicative, con l’intento di delineare un percorso, concordato
con il cliente, per la soluzione di un problema
pratico e specifico; affronta principalmente
problemi personali concreti, emotivamente
significativi ma non patologici.
Il counseling relazionale senza nulla togliere all’importanza dell’ascolto, pone la
propria attenzione sul ruolo centrale della
domanda e sul suo potenziale chiarificante
e di sviluppo e consegna al counselor un
ruolo attivo.
Quest’ultimo, cerca di fondere sapientemente la capacità di ascoltare e di domandare per
creare uno strumento d’aiuto elegante, completo e molto versatile. Il Counselor relazionale conosce la persona in un momento
di difficoltà, in un momento in cui qualcosa
nella sua vita sembra non funzionare più,
quando la matassa è tanto intricata, da non
trovare più il bandolo.
Una volta compresi i termini del problema
il Counselor punta a facilitare la soluzione
stimolando le capacità di consapevolezza e
creatività del cliente, soluzione finalizzata al
miglioramento delle sue abilità comunicative
e relazionali. Diversamente, nel caso in cui
il problema posto al Counselor richieda un
tipo di intervento diverso, questi indirizzerà
il cliente verso lo specialista appropriato.
Levinas, affermava che “l’identità non
sta nel soggetto ma nella relazione” e
che il corpo “è l’estensione dell’anima
fino all’estremità del mondo e fino al
confine di se’.
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