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ANESTESISTA
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La cefalea
a grappolo
II PARTE
Dottor
Antonio Coppola
Medico, pediatra, rianimatore,
anestesista specializzato nella
terapia del dolore
Cell. 3381705569
Soluzioni chirurgiche
L’intervento chirurgico è consigliabile solo in alcuni casi,
cioè per le persone affette da cefalea a grappolo cronica che
non risponde alle terapie aggressive o per quei pazienti che
non tollerano i farmaci o gli effetti collaterali. I candidati
all’intervento devono soffrire di mal di testa solo da un
lato del capo, perché l’intervento chirurgico deve essere
eseguito tutto in una volta.
Per curare la cefalea a grappolo è possibile usare diverse
tecniche chirurgiche. Gli interventi cercano di danneggiare i nervi ritenuti responsabili della propagazione e del
trasporto del dolore. Tuttavia è possibile che dopo l’intervento i muscoli della mascella risultino indeboliti e che
diminuisca la sensibilità in determinate zone del viso e
del capo. Tra le tecniche chirurgiche più usate ricordiamo:
Intervento chirurgico convenzionale. L’intervento chirurgico convenzionale è la tecnica più invasiva: il chirurgo
recide parte del nervo trigemino (il nervo che serve la
zona posteriore dell’occhio e quella intorno all’occhio)
con il bisturi, oppure provoca minuscole bruciature per
distruggere parte del nervo. Questo tipo di intervento può
alleviare il dolore, ma è molto rischioso per l’occhio. Ormai
da molto tempo non è più la tecnica preferita dai chirurghi.
Iniezioni di glicerolo. Un’iniezione di glicerolo nei nervi
facciali può alleviare immediatamente i sintomi, con meno
rischi rispetto alle altre tecniche chirurgiche.
Terapie all’avanguardia
Man mano che la ricerca sulla cefalea a grappolo fa progressi, i chirurghi possono inventare terapie più mirate.
Uno sviluppo molto promettente consiste nell’uso di uno
speciale apparecchio che stimola il nervo occipitale, che a
sua volta influenza il nervo trigemino. Per curare i pazienti
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affetti da cefalea a grappolo ricorrente i ricercatori stanno
testando un apparecchio stimolatore delle dimensioni di
un pacemaker: quest’apparecchio che invia gli impulsi
mediante gli elettrodi, è impiantato nel nervo occipitale.
Diverse ricerche collaterali riguardanti gli stimolatori del
nervo occipitale hanno scoperto che gli apparecchi di questo tipo sono in grado di diminuire il dolore causato dal
mal di testa cronico in alcuni pazienti: i dispositivi sono
ben tollerati e sembrano molto sicuri.
Sono in fase di studio anche altre ricerche simili, che usano
uno stimolatore impiantato nell’ipotalamo, la zona del cervello connessa alla ricorrenza dei grappoli. La stimolazione
cerebrale profonda dell’ipotalamo è in grado di alleviare
il dolore nelle persone affette da cefalea a grappolo molto
intensa e cronica.
Terapie preventive
Se il grappolo è già cominciato probabilmente per prima
cosa assumerete un farmaco per la terapia a lungo termine, spesso accompagnato anche da una qualche forma di
terapia sintomatica. Quando sarete riusciti a tenere sotto
controllo il mal di testa probabilmente interromperete la
terapia sintomatica, ma continuerete comunque ad assumere il farmaco o i farmaci per la terapia sul lungo periodo.
I farmaci per la terapia sintomatica possono contribuire alla
prevenzione degli attacchi di mal di testa in attesa che i
farmaci per la terapia sul lungo periodo facciano effetto.
Corticosteroidi. I farmaci antinfiammatori steroidei, detti
cortisonici (ad esempio il prednisone) sono una forma di
terapia preventiva che agisce molto velocemente. Appartengono alla famiglia di farmaci chiamati steroidi. Il medico può prescrivervi i corticosteroidi se la vostra cefalea a
grappolo è comparsa solo di recente oppure se lo schema
degli attacchi è composto da diversi episodi brevi seguiti
da lunghi periodi di remissione. I corticosteroidi sono una
terapia sintomatica mo