100% Fitness Mag - Anno VII Giugno 2013 | Page 26

100% FITNESS MAGAZINE CARDIOLOGO Finalmente on-line il nuovo sito: www.salutefitness.it Quando il cuore è “matto” Non vogliamo quì ricordare la celebre canzone cantata da Little Tony e dedicata ad un indimenticabile amore femminile: “Un cuore matto che ti segue ancora e notte e giorno pensa solo a te......un cuore matto, matto da legare”. Ma ricordare ai lettori che cosa succede quando, indipendentemente da “amori perduti”, il nostro cuore non è più tranquillo. Professor Dottor Vittorio Fabbrocini Cardiologo e Internista, è stato Libero Docente presso l’Università di Napoli, Primario ospedaliero e poi Cardiologo ambulatoriale a Napoli. Giornalista pubblicista, già Redattore scientifico de IL MATTINO di Napoli - Tel. 338.4086506; v.fabbrocini@alice.it C apita qualche volta che il nostro cuore si fa sentire con qualche colpetto improvviso o con una serie di colpi e perfino con un breve o talvolta lungo periodo di battiti, si ha l’impressione di sentirlo battere forte in gola. Tutto ciò crea non poca preoccupazione tanto da indurre molti a darne comunicazione a chi gli sta vicino e a correre dal proprio medico e persino dallo specialista cardiologo. Di che si tratta, v’è da preoccupare se improvvisamente, dopo anni di tranquillità, questo nostro cuore si fa sentire in tal modo, come un cuore “matto”? Occorre subito precisare che quasi sempre, specie nei giovani e in chi non ha mai avuto disturbi cardiaci, queste manifestazioni sono spesso dovute a particolari condizioni nervose, apprensive, di affaticamento, o dopo abusi di bevande, caffè in particolar modo, alcool, stati febbrili, disidratazione, che si risolvono poi con una tazza di camomilla o qualche tranquillante senza alcun danno per il cuore stesso e che possono però ripetersi nel tempo. Ma vediamo di spiegare come si differenziano questi disturbi, come possono verificarsi e quale la cura. 26 separazioni, Valvole. La parte destra accoglie nell’Atrio il sangue venoso che proviene dall’intero organismo e lo scarica nella parte inferiore, Ventricolo destro, che con la sua contrazione lo spinge nel circolo polmonare per consentire poi ai polmoni di effettuare lo scambio con la perdita dei prodotti di scarto dei processi metabolici cellulari (Anidride carbonica) e arricchirsi di Ossigeno. Dai polmoni il sangue ossigenato torna al cuore, nell’Atrio sinistro, e da quì al sottostante Ventricolo sinistro, che con la sua forza contrattile lo spinge nell’Aorta e quindi nell’intero complesso arterioso per arrivare sino alla testa e agli arti. Dai tessuti periferici dell’organismo inizia poi la circolazione venosa, che a mezzo di grosse vene raccoglie il sangue privo della carica di ossigeno e lo riporta al cuore. Gli stimoli elettrici Nel cuore, all’interno dell’Atrio destro v’è un piccolo gruppo di cellule che costituisce il cosiddetto “ nodo senoatriale”, da cui originano stimoli elettrici con una cadenza che varia da 60 a 100 al minuto. Questi stimoli elettrici si diffondono per i due Atri e provocano la loro contrazione, con il passaggio del sangue nei rispettivi ventricoli, e arrivano sino ad un secondo gruppo di cellule particolari, che nel loro complesso formano il cosiddetto “nodo atrioventricolare”, che trasmette a sua volta gli stimoli elettrici ai due ventricoli. Questi si contraggono contemporaneamente, pompando il sangue rispettivamente nel circolo polmonare (ventricolo destro) e in quello sistemico aortico (ventricolo sinistro). Se si verificano delle anomalie in una delle diverse componenti bioelettriche del cuore possono comparire alterazioni del ritmo più o meno importanti a seconda della zona interessata. Come è fatto il cuore Tachicardia e aritmia Innanzitutto una breve spiegazione di come è fatto il cuore, le sue funzioni e l’intimo meccanismo che lo anima. Il cuore nell’adulto è costituito da due sezioni separate, la destra e la sinistra, che a loro volta vanno distinte in due parti, quelle superiori denominate Atri e quelle inferiori Ventricoli, in comunicazione tra loro da particolari Si parla di tachicardia quando la frequenza del cuore supera i 100 battiti al minuto e viene definita “tachicardia parossistica” allorchè la frequenza del battito aumenta improvvisamente da un minimo di 160 battiti al minuto ad un massimo di 220. La sua durata varia da pochi minuti ad intere giornate. Invece sporadici battiti cardiaci che