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PEDIATRA
AIDS
Non abbassare
la guardia
P
Dottor
Carlo Alfaro
Pediatra
iù di 30 milioni le persone infettate
dal virus dell’HIV nel mondo, 2,7
milioni i nuovi contagi ogni anno,
7.500 nuovi casi ogni giorno; e in
un anno quasi 90 mila i nuovi casi in
Europa e 4 mila solo in Italia: dodici
ogni giorno, uno ogni due ore. Questi dati
rendono conto del fatto che, a 30 anni dalla
scoperta del virus responsabile dell’AIDS,
l’HIV rappresenta ancora una drammatica
emergenza. Benché dal 2000 ad oggi siano
diminuite del 17% le infezioni da Hiv nel
mondo, l’Aids testa infatti a tutt’oggi un grave problema di salute pubblica mondiale.
Ogni fine anno, il 1 dicembre, in occasione
della Giornata Mondiale contro l’Aids,
si fa il punto sulla situazione dell’epidemia,
che appare oggi in una fase di stabilizzazione, ma non di inversione di rotta. Sicuramente, la malattia sta cambiando. Secondo
i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, in
Italia è aumentata la percentuale di casi
tra gli stranieri (1 su 3), l’età mediana di
diagnosi (38 anni per i maschi e 34 anni
per le femmine), l’incidenza tra le donne,
che rappresentano oggi circa un terzo dei
casi, mentre dieci anni fa erano un quarto,
la trasmissione attraverso i rapporti sessuali
non protetti (80%), anche eterosessuali, che
oggi sono il doppio (43,7%) di quelli omosessuali (22%). Mentre nel primo decennio
dell’epidemia oltre il 70% dei casi veniva
acquisito attraverso la tossicodipendenza
per via endovenosa, oggi questa via interessa meno del 10% dei nuovi infetti. Più
della metà dei casi viene diagnosticata
oggi già in fase avanzata di malattia: sei
persone su dieci scoprono la positività già
a malattia conclamata. Il ritardo nell’esecuzione del test non è solo un fenomeno italiano, ma è comune a diversi Paesi europei.
Dall’inizio dell’epidemia nel 1982 ad oggi
sono stati segnalati in Italia circa 64.000
casi di Aids, di cui quasi 50.000 deceduti.
Attualmente sono 120mila i sieropositivi in
Italia, di cui circa 60mila, il 50%, non lo
sanno, e diffondono il contagio. Benchè l’incidenza di Aids e il numero di decessi per
anno continuino a diminuire, principalmente per effetto delle terapie antiretrovirali
combinate, introdotte nel nostro Paese nel
1996, per cui rispetto a venti anni fa oggi si
infetta un minor numero di persone (circa
4 mila l’anno, 4 mila in meno degli anni
’80), è pur vero però che ancora si infetta
quasi una persona ogni due ore e per questo non dobbiamo abbassare la guardia. Particolarmente a rischio sono i giovani che,
spesso poco consapevoli del rischio a causa
della scarsa informazione, costituiscono un
drammatico bacino di sviluppo dell’infezione da HIV.Per continuare a combattere
efficacemente la malattia, il Ministero della
Salute ha lanciato anche per il 2013 una
campagna di comunicazione con lo slogan
“La trasmissione sarà interrotta il prima possibile”, basata sulla sensibilizzazione della
popolazione ad un comportamento sessuale
responsabile, all’utilizzo del preservativo e
al test anti-Hiv. Testimonial della campagna
e regista dello spot l’attore Raoul Bova, che
con grande sensibilità ha scelto di offrire la
sua collaborazione gratuitamente.
Punti cruciali restano lo sviluppo del
vaccino, la diffusione della malattia nel
Terzo mondo, l’incidenza nelle donne e
bambini.
La grande sfida della ricerca è trovare un
vaccino. Il virus sta cambiando la storia
della immunologia, in quanto tutti i tentativi falliti finora stimolano gli scienziati a
cercare di capire meglio come funziona il
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