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Ernesto Lupacchio
100% FITNESS MAGAZINE
Central Fitness Club 1, 2, 3
La Vita è bella!!!
La vita non ha limiti…
solo possibilità.
O
ggi, mentre scrivo l’articolo, è il 27 gennaio,
“Giorno della memoria”,
ed io che sono stato ad
Auschwitz, non potevo non ricordare per un attimo, quello che è successo in quei campi della morte. Ho
voluto dedicare il titolo dell’articolo;
“La vita è bella” al meraviglioso film
di Benigni, che ha ripercorso, con la
sua straordinaria semplicità e comicità, la drammatica persecuzione di
milioni di persone.
Nell’articolo scorso, ho parlato dei
bambini, come veri maestri di vita
ed oggi parlerò della mia particolare esperienza da bambino e del mio
maestro, unico nel suo genere, ai
tempi della scuola elementare.
Prima però, vorrei salutare e ringraziare di cuore, Daniele Fiorile e
tutti i miei lettori che continuano a
seguirmi con curiosità ed interesse
su 100% Fitness. Costantemente
ricevo complimenti anche da chi
non conosco e ciò mi riempie di orgoglio, soprattutto per una persona
come me che, da ragazzo, ha avuto
sempre delle carenze nello scrivere;
d’altronde, come vi accorgerete, nei
primi anni di scuola, non ho ricevuto l’insegnamento dovuto.
Negli anni delle elementari, infatti,
ricordo di non aver mai svolto un testo o un tema scritto; noi non conoscevamo la parola “Tema”. Curioso
vero? Se volete (ma anche se non
volete non potete far niente, perché
lo racconto lo stesso), vi descrivo
quei miei memorabili anni alle elementari.
Ebbene, avevamo un “maestro a dir
poco autoritario”, che non nascondeva la sua appartenenza politica di
estrema destra.
Ogni mattina la nostra classe era
al centro dell’attenzione di tutto
l’istituto: non potevamo entrare in
aula, prima che arrivasse lui, il mitico Prof. Ci mettevamo, all’ingresso, in fila per due, rigorosamente in
ordine di altezza e lo aspettavamo.
Lui, non appena arrivato, ci dava i
comandi: “Attenti… Riposo… Fianco destro… Fianco sinistro… Dietro front… Avanti marcia”, e noi a
marciare… ma a marciare sul serio,
battendo i piedi per terra, salendo
le scale mentre tutti erano lì guardare; c’erano gli altri insegnanti, gli
alunni, i bidelli ed i genitori che, per
non perdere la scena, aspettavano lì,
prima di andarsene. La stessa cosa
capitava alla fine delle lezioni; anzi
eravamo la classe che usciva per
ultima, così tutti ci aspettavano per
vedere lo spettacolo dei piccoli soldatini che marciavano.
Al mattino, entrati in aula, non potevamo sederci, perché, anche lì,
sempre in ordine di altezza, restavamo in piedi con le mani sul banco
mentre il Prof. passava a controllare le unghia. Chi le aveva lunghe o
sporche, andava per un’ora in piedi,
dietro la lavagna.
Non è finita ancora. Prima di iniziare la lezione e prima di andarcene,
tutte le mattine, dovevamo recitare
le preghiere: Ma pensate solo l’Ave
Maria? No, vi sbagliate di grosso. Ve
le elenco in ordine: “Ave Maria, Padre Nostro, Gloria al Padre, Angelo
di Dio, Eterno Riposo, Atto di Fede,