100% Fitness Mag - Anno VII Dicembre 2013 | Page 96
#MEMORIA
Cap.D.M. Vincenzo Astarita
Presidente Associazione Professionale Capitani Marittimi
Per non dimenticare…
Come ogni anno ci ritroveremo intorno all’altare del
Signore per commemorare i marittimi scomparsi
trentadue anni fa nell’affondamento della motonave
Marina d’Aequa. Come tutti ricordiamo, il suo intero
equipaggio, trenta persone, la maggior parte della
Penisola sorrentina, scomparve con la nave in una
tempesta nel Golfo di Guascogna il 29 dicembre
del 1981. Nonostante gli anni trascorsi, il ricordo di
quel doloroso avvenimento mi è sempre vivo e così
il susseguirsi degli eventi in quel tragico martedì
di fine anno. La tecnologia delle comunicazioni in
quegli anni non era quella dei giorni nostri e le notizie
non giungevano in tempo reale. In quei giorni mi
trovavo imbarcato su una nave proveniente da Malta
e diretta a Reggio Calabria. Ero in servizio nella sala
di controllo dell'apparato motore quando dal ponte
di comando il collega di guardia mi telefonò che la
nave Theodore Fontane aveva ricevuto alle 14.43 una
richiesta di soccorso da parte del Marina D’Aequa e
che quella nave, dopo aver invertito la rotta, si stava
dirigendo sul punto per accorrere in aiuto.
Da quel momento a bordo della nostra nave
fu un susseguirsi di contatti, l’immedesimarsi
nella situazione, il vivere le stesse angosce…. un
pensiero alla famiglia. Intanto la nostra navigazione
continuava in condizioni di mare particolarmente
agitato, consapevoli, tuttavia, che nulla era in realtà
paragonabile alle avversità e a quei tragici momenti
che stavano vivendo quei nostri sfortunati colleghi.
Arrivammo in porto alle 22.30, con mezz’ora di ritardo
rispetto all'orario di linea a causa del mare grosso: la
tragedia dei nostri fratelli sul mare si era già conclusa
ormai da poco meno di sei ore.
Sgomento e commozione oppressero ognuno di
noi. Ricordo che tutti noi dell'equipaggio, ultimate
le operazioni commerciali, ci raccogliemmo
spontaneamente in silenzio nella sala dei passeggeri
ormai vuota, gli sguardi attoniti, smarriti, incapaci di
profferire una parola, un pensiero, una preghiera.
Poi lo sfogo liberatorio, qualche timido commento,
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ognuno conosceva qualcuno dello sfortunato
equ ipaggio, ricordava un parente, un amico, un
conoscente. Come ogni anno, è giusto e doveroso
ricordare questa mesta ricorrenza. Per non
dimenticare. Il tempo lenisce il dolore, induce all'oblio.
Rinverdire il pensiero conduce alla meditazione.
Questa volta il ricordo di quei tragici giorni mi pesa
ancora più, mi costa un sacrificio particolare. Ne
rivivo ogni attimo, la stessa commozione, lo stesso
sgomento di allora, il disappunto, oserei dire la
stessa rabbia, la rabbia dell'impotenza e il disagio di
vedersi più fortunato di fronte a un destino crudele.
Anch’io avevo tra gli scomparsi un amico, un collega
che abitava nell'appartamento accanto al mio. La
visione di trenta persone abbracciate l’un l’altra con
lo sguardo verso il cielo ed il pensiero ai loro cari
mi apparve e mi appare tuttora come in un film mai
sbiadito. Vedo i loro corpi calare negli abissi e le loro
anime sollevarsi leggere verso la luce.
Il senso di unione che sbocciò tra l’equipaggio di
quella mia nave sono certo, per la conoscenza che ho
dello spirito degli uomini di mare, chiama ancora una
volta a raccoglierci in un atto di fede, di preghiera,
di comunione nella memoria degli scomparsi. Una
commemorazione vera e sincera accanto ai familiari
di tutti i dispersi in mare, in pace e in guerra, e sono
tanti. Tutti insieme, tutti uniti, i cittadini della nostra
Penisola sorrentina, le autorità civili, militari, religiose,
le associazioni marinare, le altre associazioni.
Purtroppo le tragedie del mare pare non debbano
avere mai fine. Come non ricordare ancora una volta
gli scomparsi nelle tragedie accadute in questo anno
che volge alla fine. Gli scomparsi nella tragedia della
Costa Concordia e quelli abbandonati nelle centinaia
di bare allineate in riva al mare di Lampedusa?
Riuniamoci, dunque, tutti in preghiera in suffragio
delle anime dei morti nelle sciagure del mare
con una invocazione al Signore affinché illumini i
responsabili allontanandoli da egoismi e insensibilità
e nulla tralascino nella promozione e nell'attuazione
di quanto occorre per scongiurare tragedie e lutti.
Incontriamoci e saremo, in questi tempi pesanti e
carichi di incertezze, di esempio per i giovani sempre
più scoraggiati, continuamente fuorviati dai buoni
ideali e spinti verso falsi idoli.
Domenica 29 Dicembre 2013 alle ore 16.30 ci
ritroveremo ancora una volta nella Chiesa di San
Giuseppe in Sant'Agnello per la celebrazione della
Santa Messa e per la cerimonia dinnanzi alla lapide
che ricorda i nostri caduti sul mare.