100% Fitness Mag - Anno VII Dicembre 2013 | Page 94

#TREKKING organizzare per visitarli ve ne segnalo due di almeno mezza giornata. Il primo parte dalla zona di Sottomonte, vicino alla chiesa di S.Pietro a Mele, dove inizia una piccola scala che conduce verso la zona di Casola. Si intercetta una strada che corre parallelamente al corso Italia per centinaia di metri fino ad incrociare le scale che salgono verso Casarlano. L’antica scala, contornata da alberi di carrubi (Sciuscèlle), offre un panorama eccezionale sulla città ripreso già nei dipinti dei paesaggisti dell’800. Giunti a Casarlano è d’obbligo fare una visita alla chiesa che conserva, lungo tutta la navata di destra, la sua forma architettonica originale fatta di colonne e fregi di tufo che riportano ad antichi splendori. Il perco rso prosegue fino alla zona di Baranica, frazione formata da antiche costruzioni e collegamenti fra zone agricole. Al centro del borgo c’è la piccola chiesa di S.Biagio e qui bisogna svoltare verso via Cala e cominciare a scendere verso valle. Si attraversano strade delimitate da antichi muri a secco (mangiarine), aranceti ed oliveti fino a raggiungere Cesarano attraversando via Palomba. Il punto più basso corrisponde con il passaggio del piccolo ruscello lungo un letto di pietre di basolato. Qui venivano le donne a lavare i panni usando l’acqua del rivolo come raffigurato nelle stampe di Sorrento dell’800. Da Cesarano al centro di 94 100%fitnessmag • dicembre 2013 Sorrento si costeggia il vallone, attualmente colmato, che poi sfocia al porto. Un escursione più lunga e panoramica parte da Cesarano dove, di fronte alla struttura sportiva, inizia via Vecchia Atigliana. Subito ci troviamo immersi in un’atmosfera antica fatta di alti muri di tufo e strade lastricate di pietra, scavate a trincea tra gli aranceti. Le prime abitazioni che si incontrano hanno archi e forme antiche ed anche la cappella di S.Anna è posta in un luogo insolito. La salita si fa più impegnativa dato che l’attuale manto ha coperto le antiche scale e, a seguire, percorre un tratto cementato costruito per la messa in opera di una tubatura moderna. La quota si conquista rapidamente ed il panorama si apre su tutta la Penisola fino a vedere chiaramente la forma del golfo di Napoli. Un incontro interessante è una calcara insolitamente costruita in tufo. Queste strutture erano delle fornaci dove si “cuocevano” le pietre calcaree per trasformarle in calce e funzionavano direttamente in montagna dove si servivano delle pietre locali e della legna dei boschi. Il percorso continua a salire verso le zone collinari costeggiando una piccola grotta. La leggenda dice che da queste parti c’era il cosiddetto “munaciello”, una forza misteriosa che percuoteva i giovani che passavano di notte, ma una testimonianza verbale ci riporta alla realtà dicendo che le botte provenivano dai fratelli delle belle ragazze di S.Agata che non volevano gli incontri con i giovanotti sorrentini. Si giunge alle prime case di S.Agata, nella zona di Zatri e si percorre la strada che arriva all’incrocio tra via Nastro Azzurro e via Nastro Verde. Un giro nel centro del paese per visitare il prezioso altare e si imbocca via Termine per cominciare la discesa verso Sorrento. Appena imboccata la strada già si nota la parte piuù antica del paese ed anche la casa che ospitò il famoso poeta Salvatore di Giacomo. La discesa permette una vista molto panoramica sulla Penisola e rende piacevole il cammino. Questa zona è piena di uliveti e finisce in una valle fino alla zona del Circumpiso. Un’altra leggenda diede il nome a questa zona infatti il toponimo deriva da “Cierco (quercia) dell’appeso” a ricordo di un’ipotetica impiccagione. La strada, via Talagnano, termina in località S.Lucia, a fianco della chiesa, dove esiste ancora una struttura che comprende un’antica torre di avvistamento aragonese con un portone molto interessante. Questi percorsi fanno riscoprire le sensazioni, i profumi ed i panorami per i quali Sorrento è diventata famosa nel mondo. I Greci, i Romani, i Francesi, gli Spagnoli ed i viaggiatori del Grand Tour dell’800 sceglievano Sorrento per il clima, l’agricoltura e l’ospitalità della gente e, su queste caratteristiche, si è costruito un sistema turistico che ancora attira viaggiatori da tutto il Mondo. Ma bisogna saperli difendere.