100% Fitness Mag - Anno VII Dicembre 2013 | Page 76
#WELLNESS
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2011
2012
N. assoluto di casi
mediamente qualche centinaio di
casi di legionellosi ogni anno ma,
si ritiene che tale numero sia in
realtà sottostimato, anche perché
a volte la malattia non viene
diagnosticata. La malattia è letale
nel 5-15% dei casi.
Nel 2012 sono stati notificati
all’ISS (Istituto Superiore della
Sanità) complessivamente 1.350
casi di legionellosi, con un
incremento del 33% rispetto ai
casi notificati nel 2011.
Nel diagramma sopra sono
riportati il numero del casi
e il tasso di incidenza della
legionellosi dal 2000 al 2012.
Dei 1.350 casi notificati, 72
(5,3%) erano stati ricoverati in
ospedale o in clinica, 137 casi
(10,1%) avevano pernottatoalmeno
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100%fitnessmag • dicembre 2013
N. di casi per milione di abitanti
una notte in luoghi diversi
dall’abitazione abituale (hotel,
campeggi, navi, abitazioni
private), 42 casi (3,1%) erano
residenti in comunità chiuse, 22
casi (1,6%) avevano altri fattori
di rischio. Il test dell’antigene
urinario si conferma lo strumento
diagnostico più utilizzato (96%).
Nel 100% dei casi l’agente
responsabile della patologia è
stato Legionella Pneumophila.
La Tecnoambiente, già dagli
anni 80’ si è dedicata allo studio
dei sistemi di prevenzione e
risanamento dei circuiti di acqua
dalla contaminazione batteri ca.
In relazione alla propria
esperienza maturata sul campo,
ha sviluppato un sistema di
trattamento anti legionella molto
semplice in grado di risanare
gli impianti contaminati e di
prevenire la contaminazione degli
stessi. Il sistema, denominato
TAPRESIL, può essere applicato
su tutti gli impianti a circuiti di
acqua calda o fredda, su circuiti
di acqua potabile, in serbatoi
di stoccaggio e nei sistemi di
condizionamento. La tecnologia
consente il risanamento degli
impianti mediante il dosaggio
proporzionale del TABIOSIL,
una soluzione ecologica a
base di ossigeno attivo e ioni
oligodinamici.
Il prodotto è in grado di sanificare
i circuiti inquinati da biofilm,
da batteri e da formazioni
biologiche perché consente di
degradare le membrane cellulari
distruggendone il nucleo.
Difatti, la contaminazione da
biofilm nei circuiti e nei serbatoi
è favorita dalla presenza
di incrostazioni calcaree
e da corrosioni, inoltre dal
ristagno dell’acqua e da zone
particolarmente umide.
Purtroppo non è sufficiente
intervenire soltanto per il
risanamento ma, occorre
prevenire la successiva
contaminazione, dovuta
alla presenza dei bacilli che
sempre più frequentemente
possono riscontrarsi anche
nelle falde acquifere e che
resistono all’azione del cloro che
comunemente è utilizzato per la
disinfettazione dell’acqua.