100% Fitness Mag - Anno VII Dicembre 2013 | Page 54
#CHIROPRATICA
causa della difficoltà nell’usare i muscoli
dorsi flessori della caviglia. Di conseguenza,
tutto ciò provoca perdita d’equilibrio e
l’assunzione di una posizione antalgica.
L'esame neurologico dei muscoli innervati
dal nervo peroneo spesso rivela che il
muscolo estensore breve comune delle
dita è il più colpito. Anche la dorsi flessione
della caviglia e delle dita possono essere
significativamente colpiti. La dorsiflessione
è meglio testata con la caviglia in posizione
neutra che poi il paziente dorsiflette e inverte
(Tibiale Anteriore).
di tumori intraneurali o extraneurali, gangli
intraneurali o extraneurali, angiomi, neuromi,
esostosi, condromatosi, cisti di Baker e
anomalie vascolari.
Segni e sintomi
La lesione del nervo peroneo avviene
perlopiù con la perdita della capacità
di dorsiflettere il piede (piede cadente);
occasionalmente, si ha un deficit sensitivo
nella parte antero-laterale inferiore della
gamba e nel dorso del piede o nello spazio
interdigitale tra il 1° e il 2° metatarso.
Il dolore che di solito i pazienti lamentano
è spesso legato alla causa specifica della
compressione del nervo.
Per esempio, una lesione traumatica del
nervo sarà probabilmente accompagnata
dal dolore provocato dall’edema del
tessuto molle e dall'infiammazione; mentre
la compressione cronica secondaria
all’abitudine di accavallare le gambe spesso
non è dolorosa.
Un test molto efficace per diagnosticare
l’interessamento del nervo peroneo è
chiamato Tinel’s sign che è positivo nel caso
in cui lo stimolo (Tapping) del nervo alla testa
del perone produce dolore e formicolio nella
distribuzione sensoriale del nervo peroneo.
Osservare il cammino del paziente è
utile nella diagnosi di debolezza della
dorsiflessione della caviglia. Infatti, il
paziente spesso si presenta con un
cammino chiamato steppage in cui il piede
colpito è sollevato eccessivamente dal
terreno durante la fase di oscillazione della
deambulazione, al fine di non strisciare
il piede. Ciò si traduce in un'eccessiva
flessione dell'anca e del ginocchio, come
quando ci s’inciampa su un oggetto.
Inoltre, il paziente non riesce a controllare
la discesa del piede verso il pavimento a
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Studi diagnostici
L’anamnesi e l'esame fisico sono i più utili
strumenti clinici iniziali nel determinare una
lesione del nervo peroneo.
Le radiografie possono essere utili per
escludere lesioni traumatiche sottostanti,
come ad esempio una frattura prossimale
della testa del perone e/o tumori ossei.
La tomografia computerizzata (TC) e
la risonanza magnetica (MRI) sono utili
nella ricerca della zona in cui il nervo è
compresso. L’elettromiografia è senza
dubbio il metodo migliore per valutare una
potenziale lesione del nervo peroneo.
Trattamento
Il trattamento è di tipo conservativo
per le neuropatie compressive e
include: l’identificazione della causa e
la sua rimozione (per esempio evitare
di incrociare le gambe), aggiustamenti
chiropratici e mobilizzazioni della regione
lombare e pelvica, del ginocchio e della
caviglia. Mentre, per il recupero del piede
cadente dove presente, è necessario un
programma di riabilitazione volta al ripristino
del movimento di dorsi flessione con
mobilizzazioni ed esercizi passivi/assistiti
dei muscoli del piede. Inoltre, può essere
utile l’utilizzo di un’ortesi tibio-tarsica come
la molla di codivilla. Tutto ciò accompagnato
dall’eletrostimolazione dei muscoli interessati
(tibiale anteriore e peroneo tertius) e dal
kinesiotape per stimolare la propiocezione e
il funzionamento dei muscoli stessi. È anche
molto importante un’adeguata rieducazione
posturale volta a ristabilire una corretta
rispondenza tra rachide lombare e bacino
e a correggere la postura antalgica. Se non
avviene la guarigione, l'intervento chirurgico
può essere indicato.