100% Fitness Mag - Anno VII Dicembre 2013 | Page 36

#ANESTESISTA PEDIATRA tendini, presenza di psoriasi cutanea, psoriasi delle unghie) e la storia clinica (storia di psoriasi nei familiari di I grado). E’ importante comunicare al proprio medico l’eventuale presenza di psoriasi cutanea. Gli esami di laboratorio non sono specifici e sebbene l’AP a volte si associ ad anemia e aumentati valori degli indici di infiammazione (VES, proteina C reattiva, fibrinogeno) e dell’acido urico (in base alla presenza e gravità della psoriasi cutanea), tali alterazioni sono presenti anche in altre malattie reumatiche, come la gotta, e tra l’altro non è raro osservare dei casi di AP con normalità di tali valori. Nei pazienti con diagnosi dubbia, l’artrocentesi (prelievo del liquido presente nella cavità articolare) per l’analisi del liquido sinoviale può essere dirimente. Distinguere una forma di artrite gottosa da una forma di artrite psoriasica è importante poiché diversa è la terapia. Una caratteristica dell’AP è l’assenza di un anticorpo chiamato fattore reumatoide, spesso associato all’artrite reumatoide. Dal punto di vista degli esami strumentali, nelle primissime fasi della malattia la radiografia convenzionale non è utile per la diagnosi poichè le alterazioni caratteristiche della malattia (fenomeni di riassorbimento e proliferazione dell’osso) compaiono dopo mesi o anni dall’insorgenza dei sintomi. L’ecografia articolare è un esame utile sia nelle prime fasi che in quelle successive, poiché ha una maggiore sensibilità rispetto alla radiografia nel rilevare segni di infiammazione nelle diverse strutture dell’articolazione (versamento nello spazio articolare, studio della membrana sinoviale, etc..). Qual è la terapia dell’artrite psoriasica? Una diagnosi e trattamento dell’AP possono aiutare a prevenire o limitare il danno articolare che compare negli stadi avanzati della malattia. La terapia è consigliata dal medico in base alla storia clinica del paziente, alla severità del coinvolgimento articolare e alla tollerabilità ai diversi tipi di farmaci. Obiettivi della terapia sono quelli di alleviare il dolore, ridurre il gonfiore, prevenire il danno articolare. In prima istanza vengono consigliati i farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS), al bisogno; essi non curano la malattia ma sono efficaci nel controllare il dolore e la rigidità articolare; agiscono rapidamente ed il loro effetto si esaurisce dopo alcune ore o comunque nell’arco della giornata, per cui il paziente dovrebbe assumerli in maniera continuativa. I FANS devono essere prescritti dal medico che valuterà sia l’eventuale interazione con altri farmaci assunti dal paziente, sia possibili effetti collaterali (ipertensione arteriosa, disturbi digestivi, diarrea, riduzione della diuresi). Qualora i FANS perdano di efficacia oppure peggiora la severità della malattia, è necessario iniziare l’uso dei farmaci di fondo, così chiamati 36 100%fitnessmag • dicembre 2013 perché agiscono anche sul gonfiore e sul danno articolare modificando il decorso della malattia (in inglese sono definiti con l’acronimo DMARDs). Tali farmaci, a differenza dei FANS, non agiscono rapidamente e prima che si manifesti il loro effetto necessitano di diverse settimane. Quelli più comunemente usati sono: gli antimalarici (clorochina, idrossiclorochina) e la sulfasalazina (somministrati con cautela per il possibile peggioramento della psoriasi cutanea); più utilizzati oggi sono il metotrexate e la ciclosporina, efficaci sia sull’artrite che sulla psoriasi cutanea. Recenti studi medici hanno evidenziato l’efficacia della leflunomide, farmaco comunemente usato per trattare l’artrite reumatoide ma ancora privo di autorizzazione per il trattamento dell’artrite psoriasica. I DMARDs possono essere usati anche in associazione tra di loro. Essendo dei farmaci immunosoppressori, con possibili effetti collaterali sulle cellule del sangue, fegato e reni, è necessario effettuare periodicamente dei prelievi di sangue per controllare eventuali alterazioni della funzione di questi organi. L’uso dei corticosteroidi è limitato nelle forme aggressive, in primo luogo per via intra-articolare (iniettando il farmaco all’interno dell’articolazione infiammata) che per via sistemica (per bocca, intra-muscolo o endovena). Da poco meno di 10 anni viene utlizzata un’altra categoria di farmaci chiamati farmaci biologici dove il termine “biologico” si riferisce alla modalità con cui sono prodotti: essi sono potenti immunosoppressori vengono utilizzati nei pazienti che non hanno avuto beneficio dalle terapie con i farmaci precedentemente elencati. Un loro uso tempestivo, tuttavia, sembrerebbe bloccare l’evoluzione della malattia limitando i danni delle articolazioni. Prima di iniziare il trattamento con i farmaci biologici è importante escludere la presenza di malattie infettive latenti o pregresse, come la tubercolosi o le infezioni da virus dell’epatite. Altri trattamenti possono essere: ♦ UVB PUVA ♦ immobilizzazione con ortesi ♦ attività fisica, riabilitazione ♦ terapia fisica (per migliorare e mantenere la funzionalità articolare e muscolare) ♦ terapia occupazionale (per migliorare l’abilità ad eseguire le comuni attività quotidiane) ♦ gestione dermatologica della psoriasi cutanea, se presente ♦ valutazione chirurgica (per riparare o sostituire le articolazioni danneggiate; se giustificato, questo solitamente avviente anni dopo la diagnosi).