100% Fitness Mag - Anno VII Aprile 2013 | Page 20

100% FITNESS MAGAZINE PSICOPEDAGOGISTA Addio alla dipendenza psicologica Dottoressa Bianca Pane Laureata in Filosofia e Psicopedagogia presso l’Università di Napoli Federico II, specializzata in Gestalt Counseling Bioenergetica e Terapie Olistiche - Cell. 393.9315564 N ell’articolo precedente ci siamo affacciati al panorama dell’indipendenza psicologica soffermandoci soprattutto sui particolari tranelli, spesso inconsapevoli, che ritroviamo nei rapporti familiari, nella relazione genitori-figli, nella coppia e in tutte le relazioni dove la dipendenza ci impedisce di scegliere, di essere spontanei ed assertivi e dunque, essere noi stessi. Questa volta useremo una lente di ingrandimento…per osservare più da vicino le caratteristiche concrete della dipendenza nei vari tipi di relazioni e alcuni comuni modi di comportarsi improntati alla dipendenza o che la favoriscono. Chissà... magari riflettendoci… potremmo scoprire qualcosa di noi... Non sentirsi capaci di lasciare il nido, oppure lasciarlo ma con malumori da entrambe le parti. Sentirsi in dovere od obbligati a fare visite, telefonare, intrattenere conversazioni, fare da autista, e simili. Chiedere al partner permessi di ogni sorta, compresi quelli di aprire bocca, fare una spesa o adoperare l’automobile. Subire invasioni nella sfera privata. Frugano nei tuoi cassetti, sfogliano il tuo diario, controllano il cellulare.. Pronunciare frasi come “Non riuscirei mai a dirgli ciò che provo. Non gli piacerebbe”. Cadere nella depressione e nell’inazione dopo la morte della persona amata. Sentirsi legato mani e piedi a un determinato lavoro e non prendere mai l’iniziativa di cimentarsi in un altro. Maturare delle attese circa come dev’essere un coniuge, un genitore o un figlio. Sentirsi in imbarazzo per il comportamento di un figlio, del coniuge o di un genitore, come se se ne fosse personalmente responsabili. Passare l’intera vita a fare il tirocinio, rispetto a un impiego o una professione. Non uscire mai da questa fase per entrare in quella della fiducia in se stessi. Sentirsi offesi da ciò che altri dicono, provano, pensano, fanno. Essere contenti o soddisfatti soltanto se anche il partner lo è. Prendere ordini. Permettere che altri decidano per noi. Chiedere sempre consiglio prima di decidere. Non fare una data cosa in presenza di un genitore o di altra persona dominante, perché non approverebbe. Non fumare, non bere, non arrabbiarsi, non mangiare un gelato ricoperto di caramello e cioccolato, o che so io, perché il tuo ruolo è quello della persona sottomessa. Vivere di rinunce se è morta la persona amata o si ammala gravemente. Misurare le parole quando si parla di una persona dominante, e per giunta lì presente, perché non si irriti. Costantemente mentire sul proprio operato o comportamento, o anche soltanto dover distorcere la verità, perché ‘loro’ non si arrabbino con te. LE RICOMPENSE PSICOLOGICHE DELLA DIPENDENZA Le ragioni per continuare a tenere questo comportamento frustrante non sono molto complicate. Forse le conosci… ma sai anche quanto sono distruttive? La dipendenza può sembrare innocua, ma è nemica di ogni felicità e soddisfazione. Vediamo di seguito quali sono i vantaggi più comuni che si traggono dal mantenersi in uno stato di dipendenza: • La dipendenza può tenerti sotto l’altrui custodia protettiva, con l’infantile beneficio di non essere responsabile del tuo comportamento. • Restando dipendente puoi dare la colpa ag+li altri dei tuoi difetti. • Se dipendi da altri, non devi sobbarcarti la fatica e i rischi di cambiare. Altri, al tuo posto, si assumeranno la responsabilità e, contando su di loro, ti senti al sicuro. • Puoi compiacerti con te stesso perché sei compiacente con gli altri. Hai appreso da bambino che il modo di essere buono è di far piacere alla mamma; ora, sono molte le simboliche ‘madri’ che ti manipolano. 20