100% Fitness Mag - Anno VII Agosto 2013 | Page 30

100% FITNESS MAGAZINE CHIROPRATICA Segno di Wartenberg: adduzione del V dito indebolita. Oltre ai disturbi clinici sopra descritti, sarà presente dolore nella regione del gomito (soprattutto tenendo il gomito flesso, per esempio durante il sonno o tenendo il telefono o l’asciugacapelli con l’arto interessato) o nella regione del polso (soprattutto utilizzando strumenti di lavoro che traumatizzano il palmo della mano, quali il cacciavite). DIAGNOSI La diagnosi è perfezionata con un esame Elettromiografico, molto utile per quantificare il grado di lesione neurologica del nervo e localizzare il livello di compressione. Inoltre, può aiutare nel differenziare la sintomatologia presente da diverse possibili cause come: altre localizzazioni di compressione del nervo ulnare, sbocco toracico, canale di Guyon, una radicolopatia cervicale o una neuropatia di origine metabolica (diabete). Anche la radiologia tradizionale può essere utile per lo studio del tunnel cubitale rivelando la possibile presenza di osteofiti. Sindrome del canale di Guyon Il nervo ulnare passa dall’avambraccio al polso attraverso un canale fibroso chiamato il canale di Guyon che è localizzato nella parte prossimale dell’eminenza ipotenare. Questo tunnel è costituito: nella parte mediale dall’osso piriforme e dal tendine del flessore ulnare del carpo; nella parte laterale dalla parte ulnare dell’osso uncinato e dal legamento volare del carpo; nella parte superiore (tetto) dal muscolo palmare breve; nella parte inferiore (pavimento) dal legamento piso-uncinato e dal reticolo dei flessori. Si tratta di una sindrome motoria e sensitiva. Meno frequente della compressione a livello del gomito, determina disturbi sensitivi da denervazione e algoparestesie limitate al territorio di distribuzione del ramo palmare mentre il dorso della mano non è interessato. La funzione motoria del flessore ulnare del carpo e del flessore comune profondo delle dita del IV e V dito è conservata. lare, e la forza muscolare. Nelle lesioni più prossimali è presente: deficit combinati sensori-motori, ipoestesia della regione ipotenar del IV e V dito, dolore al gomito (più raro) e debolezza della muscolatura intrinseca della mano. Nelle lesioni più distali: deficit sensoriali o motori isolatamente. Nei casi più avanzati si ha la tipica deformità “ad artiglio” della mano, con la semi flessione del 5° e 4° dito, poiché viene meno lo stimolo che il nervo porta ad alcuni muscoli della mano. DIAGNOSI La diagnosi è perfezionata con un esame Elettromiografico della conduzione del nervo. La diagnosi differenziale deve essere posta rispetto alle altre localizzazioni di compressione del nervo ulnare a livello della colonna cervicale, dovuto a un’ernia discale cervicale, sbocco toracico e tunnel cubitale. CAUSE Le più frequenti cause patogenetiche sono legate a stenosi anatomica del canale causate da traumi o fratture, edema intracanalicolare, alterazioni ossee in corso di artrite reumatoide o ripetute azioni compressive di origine professionale. Altre cause sono: morbo di Dupuytren; artrite reumatoide; osteoartrite; traumi cronici (uso di apparecchiature che provocano urti al palmo delle mani); gangli e cisti. SEGNI E SINTOMI L’esame si concentra sui cambiamenti sensoriali, range di movimento artico- TERAPIA Per quanto riguarda il trattamento, i pazienti che presentano sintomi lievi o moderati a esordio recente sono canditati a un trattamento conservativo. Quest’ultimo include un approccio integrato di aggiustamenti chiropratici alle vertebre cervicali, toraciche e alle articolazioni della spalla, del gomito e del polso, insieme con lo stretching del nervo ulnare attraverso esercizi passivi e attivi del paziente. Può anche essere necessaria una breve immobilizzazione. Inoltre, spesso, la correzione di atteggiamenti, posizioni o posture irritanti la regione posteriore del gomito, come avviene durante le posizioni in lavori di tipo sedentario/impiegatizio, può essere utile per evitare le recidive. Il trattamento chirurgico è riservato ai casi refrattari alla terapia conservativa. 30